Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista - Annacarla Valeriano - copertina
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Premio Benedetto Croce - Saggistica - 2018
Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista
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Descrizione


Un saggio sull'uso degli ospedali psichiatrici come strumento per attaccare e controllare i comportamenti femminili considerati trasgressivi

«Un lavoro straordinario, quello portato a compimento da Annacarla Valeriano, che ha passato in esame le cartelle cliniche delle ricoverate nel manicomio Sant'Antonio Abate di Teramo, a partire dall'ultimo decennio dell'Ottocento fino al 1950, per definire un "percorso dell'esclusione" assai particolare»Paolo Mieli, Il Corriere della Sera

A quarant'anni dalla legge Basaglia, che ha sancito la chiusura dei manicomi, riemergono le storie e i volti di migliaia di donne che in quei luoghi hanno consumato le loro esistenze. In questo libro sono soprattutto donne vissute negli anni del regime fascista: figure segnate dal medesimo stigma di diversità che, con le sue ombre, ha percorso a lungo la società, infiltrandosi fin dentro i primi anni del l'Italia repubblicana. All'istituzione psichiatrica fu consegnata, dall'ideologia e dalla pratica «clinica» del fascismo, la «malacarne» costituita da coloro che non riuscivano a fondersi nelle prerogative dello Stato. Su queste presunte anomalie della femminilità, il dispositivo disciplinare applicò la terapia della reclusione, con la pretesa di liberarle da tutte quelle condotte che confliggevano con le rigide regole della comunità di allora. La possibilità di avvalersi del manicomio al fine di medicalizzare e diagnosticare in tempo «gli errori della fabbrica umana» non fece che trasformare l'assistenza psichiatrica in un capitolo ulteriore della politica sanitaria del regime.

Dettagli

22 novembre 2017
220 p.
9788868436957

Valutazioni e recensioni

  • bookoliche
    Realisticamente crudo

    Questo libro mi ha aperto un mondo sulla concezione che si aveva (o non si aveva) della salute mentale nel periodo fascista. L'ho trovato un po' ripetitivo in alcuni concetti, ma complessivamente è stata una lettura molto interessante. Adesso ho una maggiore consapevolezza della figura della donna e di quella che sia stata la sua salute mentale mal interpretata. Se siete (futuri) psicologi (come me) o semplicemente appassionati di questo argomento, non potete perdervi uno dei racconti più crudi, assurdi ma veritieri della storia del nostro paese.

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