Romanzo breve, praticamente si legge tutto d'un fiato. Molto bello. Si ritrovano le atmosfere tipiche di Simenon,.. il grigio, la nebbia, i corpi avvolti.. Di lui avevo letto da ragazza Maigrait.. e poi "L'uomo che guardava passare i treni". In questo ho ritrovato lo stesso flusso, la sua capacità di descrivere con precisione il paesaggio (in questo caso il porto, le operazioni.. la Marea..) in cui si immergono i personaggi, e sentircisi catapultati, da lettori, dentro. In quell'odore, in quel bagnato. La trama apparentemente semplice, si snoda in sorprese che non sto a svelare. Conferma il lavoro di Simenon sulla finezza della mente e i suoi meccanismi. "Acqua cheta" smonterà pezzo per pezzo... starà a voi scoprire chi o cosa. Perfetti gli asciutti dialoghi fra i personaggi, essenziali. Mi è piaciuto davvero molto. Se Simenon voleva (come riportato nella nota da lui stesso scritta) un giudizio su questo testo, beh io non ne sono rimasta delusa. 'Ottimo da tutti i punti di vista' (come scrisse Gide). Consigliatomi da Alessandro Feltrinelli Bologna. Io lo consiglio agli altri
La Marie del porto
Terminato nell'ottobre del 1937 e apparso a stampa l'anno seguente, "La Marie del porto" suscitò l'entusiasmo di Gide, che annotò: «Ottimo da tutti i punti di vista. Uno dei migliori».
Oggi lo presentiamo arricchito da un testo di Georges Simenon apparso sulla «Nouvelle Revue Française» nel novembre del 1938. Nel 1949 Marcel Carné ne diresse l'adattamento: le scene del film (distribuito in Italia con il titolo "La vergine scaltra") furono disegnate (su suggerimento dello stesso Simenon) da Maurice de Vlaminck, ai dialoghi partecipò (non accreditato) Jacques Prévert e il protagonista maschile fu Jean Gabin.
«Ora, ammesso che un autore possa esprimere un desiderio, mi piacerebbe essere giudicato sulla Marie del porto ... insomma sui due o tre romanzi che ho scritto quest'anno, senza alcuna fretta, checché se ne dica, e sempre alla ricerca di una verità più semplice e più densa». - GEORGES SIMENON
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Anno edizione:2019
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Formato:Tascabile
“L’acqua cheta che rompe i ponti”: ecco Simenon
Lui, uno dei miei scrittori preferiti, che considero anche un eccellente pittore e un grande concertista. Riesce infatti a farci sentire in lontananza il rumore delle maree o della pioggia che cade incessante ed è così bravo a dipingere i suoi protagonisti da farceli vedere proprio lì, di fronte a noi. “La Marie” è una delle tante figure femminili tratteggiate da Simenon ma lei è indimenticabile, diversa, quasi unica. Non è ricca e non è nemmeno tanto attraente ma è così determinata da riuscire a raggiungere i propri obiettivi con i pochi mezzi a sua disposizione. Concordo infatti con l’autore che considerava questo romanzo il suo miglior testo.Vi aspetto in Feltrinelli e nel frattempo vi auguro buona lettura!
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Mareka B 29 marzo 2026
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Nelly 19 febbraio 2025Promosso, e con lode!
"Mi piacerebbe essere giudicato sulla Marie del porto", questo quello che scrive Simenon in una nota pubblicata all'inizio di questo romanzo (o almeno pubblicata nell'edizione del 2019). E se questo è il desiderio dello scrittore va ammesso che ci aveva visto bene. E' un romanzo senza omicidi e senza crimini, ma non per questo vale meno delle altre opere dello stesso autore. Il personaggio della Marie è caratterizzato in modo magistrale. Una ragazza di diciassette anni risoluta, determinata, scaltra, come infatti è stata definita nel titolo del film che da questo romanzo è stato tratto (La vergine scaltra). E' un libro breve, che si legge in poche ore, ma la maestria di Simenon sta anche nella sua capacità di orchestrare trame ad hoc che, se pur brevi, non risultano mai frettolose o sfuggite. E se il suo desiderio era quello di essere giudicato su questo libro, almeno per me, la prova è stata superata a pieni voti
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Rosolino 09 febbraio 2023Dentro una piccola donna c'è quasi sempre un grande potere.
Se leggerete questo per primo, sarete indotti a pensare che i "dur" di Simenon siano scialbi e piatti, privi di tensione emotiva, se non quella - di ben modesta portata - generata dalla tenace attesa di "la Marie", perdutamente innamorata o più semplicemente opportunista. Non demordete: negli altri "dur" c'è ben altro, tutto il mondo dei sentimenti umani, le virtù e le abiezioni, l'apoteosi e l'inarrestabile precipitare verso gli abissi più oscuri, personaggi misteriosi, donne bellissime, dinastie facoltose e indicibile miseria. Ma anche in questo breve romanzo troverete una stesura impareggiabile, uno stile inconfondibile, un affresco o, se preferite, una tela dei primi impressionisti, con le casette appena accennate, il porto, il ponte, il bar sul mare ed un'atmosfera................., si, quella atmosfera che solo Simenon riesce a creare.
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