Romanzo bellissimo. Dovrebbe esser letto non solo dagli amanti del mare. Alcuni personaggi restano nel cuore. Impossibile non provare empatia nei loro confronti.
La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre "Ulisse" contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l'Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell'armatore. I tre sono così costretti all'immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l'una con l'altra.
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MARINAI PERDUTI di IZZO JEAN CLAUDE
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Collana:
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Anno edizione:2004
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Way_kiki 01 marzo 2023
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FRANCESCA IOZZI 10 maggio 2018
Un libro bellissimo! Ma forse bellissimo lo sminuisce... sarà che parla di mare.. parlano marinai che il mare lo amano e l'hanno amato, e per lui hanno fatto scelte importanti, hanno perso persone importanti.. ma arriva un giorno in cui la nave attracca e non si sa se e quando ripartirà, e un mariaio a terra non si sente sicuro, perchè riscopre una vita che ha scelto di guardare da lontano.. dal mare. Perchè non si è vivi e non si è morti.. si è liberi. E si cerca la libertà, la si identifica con la felicità.. ma sarà poi quella per tutti la vera felicità? E tra pensieri e riflessioni si intrecciano storie, di uomini di diverse parti del mondo, omicidi, amore, sesso, vita.... la vita che non si ferma un attimo... splendido libro... "Il mare gli mancava. Non era mai riuscito a convincersi che sulla terra ferma si potesse star bene, nemmeno in un porto. [...] In mare, e soltanto li, si sentiva libero. In mare non si sentiva ne vivo ne morto. Solo altrove. Un altrove in cui riusciva a trovare qualche buona ragione per essere se stesso. E gli bastava." <<Amo il mare, ecco tutto. Dal mare, la terra si vede in modo diverso, e anche gli uomini>> <<E' una disgrazia non amare>>.Forse avrebbe addiruttura potuto immaginare una vita diversa. Perchè in fondo a se stesso, anche se amava profondamente il mare, sapeva che navigava per scappare. A forza di scappare si muore.
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Romanzo di mare, MARINAI PERDUTI, romanzo del Mediterraneo, per essere precisi... Dura e implacabile, come spesso e' il mare, la storia e' quella di una nave, l'Aldebharan, sequestrata, come spesso e' accaduto anche nella realta', in un porto, a causa dell'avidita' del proprio armatore che gettera' il suo equipaggio in limbo di incertezza e sfiducia. E dal porto, quello di una Marsiglia bella e infame come le prostitute che la battono,si dipana la storia dei tre marinai superstiti: Abdul, Diamantis e Nedim, tre nazionalita' diverse a rappresentare la diversita' del Mare Nostrum, diversi e, come spesso accade, inconpatibili per cultura e razza. Amori, violenze, vite al limite sullo sfondo di una citta', Marsiglia, che pare accogliere nel suo ventre molle fatto di dedali e viuzze indistinte, tutto questo humus umano in perenne putrefazione come se niente fosse; abitudine di vecchia citta' mediterranea, avezza alle nefandezze della vita... Eppure, nonostante il tragico finale, un messaggio d'amore traspare tra le pagine di un immenso Izzo, un messaggio di speranza per una vita, La Vita!!, che deve comunque continuare, nonostante il marciume che spesso la contraddistingue, nonostante la violenza che sembra non voler cessare di esistere nell'animo umano. MARINAI PERDUTI: tragicamente bello.
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