Romanzo bellissimo. Dovrebbe esser letto non solo dagli amanti del mare. Alcuni personaggi restano nel cuore. Impossibile non provare empatia nei loro confronti.
Marinai perduti
Marinai perduti è - tra quelli di Jean-Claude Izzo - il romanzo del Mediterraneo. Innanzitutto per i personaggi: il libanese Abdul Aziz, comandante di una nave condannata al disarmo; il greco Diamantis, suo secondo a bordo e poeta; il turco Nedim; le donne, Céphée, Melina, Aysel, Amina, Manette, Gaby, Lalla, amate, perse e cercate nei porti del nostro mare. Poi c'è Marsiglia, città di esuli, di meticci, dove ogni incontro è possibile. C'è la luce del Mediterraneo, la sua storia, le leggende, i miti, la tragedia. E il mare che intreccia i destini di questi personaggi. Solo i greci - pensa Diamantis - avevano tante parole per definirlo: "Hals, il sale, il mare in quanto materia. Pelagos, la distesa d'acqua, il mare come visione, spettacolo. Pontos, il mare spazio e via di comunicazione. Thalassa, il mare in quanto evento. Kolpos, lo spazio marittimo che abbraccia la riva, il golfo o la baia...".
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Autore:
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Traduttore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2012
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Way_kiki 01 marzo 2023
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FRANCESCA IOZZI 10 maggio 2018
Un libro bellissimo! Ma forse bellissimo lo sminuisce... sarà che parla di mare.. parlano marinai che il mare lo amano e l'hanno amato, e per lui hanno fatto scelte importanti, hanno perso persone importanti.. ma arriva un giorno in cui la nave attracca e non si sa se e quando ripartirà, e un mariaio a terra non si sente sicuro, perchè riscopre una vita che ha scelto di guardare da lontano.. dal mare. Perchè non si è vivi e non si è morti.. si è liberi. E si cerca la libertà, la si identifica con la felicità.. ma sarà poi quella per tutti la vera felicità? E tra pensieri e riflessioni si intrecciano storie, di uomini di diverse parti del mondo, omicidi, amore, sesso, vita.... la vita che non si ferma un attimo... splendido libro... "Il mare gli mancava. Non era mai riuscito a convincersi che sulla terra ferma si potesse star bene, nemmeno in un porto. [...] In mare, e soltanto li, si sentiva libero. In mare non si sentiva ne vivo ne morto. Solo altrove. Un altrove in cui riusciva a trovare qualche buona ragione per essere se stesso. E gli bastava." <<Amo il mare, ecco tutto. Dal mare, la terra si vede in modo diverso, e anche gli uomini>> <<E' una disgrazia non amare>>.Forse avrebbe addiruttura potuto immaginare una vita diversa. Perchè in fondo a se stesso, anche se amava profondamente il mare, sapeva che navigava per scappare. A forza di scappare si muore.
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Le ferite e i ricordi, la solitudine e il mare. Nel cuore di Marsiglia. I marinai perduti: eterni vagabondi che sanno vivere in alto mare ma non sulla terraferma. La scrittura di Izzo è malinconica e potente.
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