Massimo Pulini. Fango e velluto
Quella tra fango e velluto è una relazione insolita. È un accostamento che, istintivamente, evoca in noi circostanze non naturali. È l’idea di un evento che irrompe, dell’alterazione violenta di un ordine consolidato. Il fango, elemento naturale, umido, opaco, instabile e informe, appartiene a una dimensione primaria e caotica; il velluto, materia artificiale e preziosa, rimanda a una superficie domestica e protetta, culturalmente connotata, legata alla cura, alla distanza, alla rappresentazione. L’incontro tra essi, dunque, non è neutro ma comporta uno sconfinamento, una frattura, un passaggio improvviso tra esterno e interno, tra paesaggio e spazio abitato, tra ordinario e sublime. In Fango e velluto Massimo Pulini indaga il contrasto tra questi due elementi, assunti come vera e propria materia creativa. Il titolo non allude a un semplice espediente semiotico né a un riferimento astratto, così come non si esaurisce in una pura sperimentazione del mezzo pittorico: esso affonda invece le proprie radici nella realtà recente, richiamando le alluvioni che hanno colpito il territorio romagnolo tra la primavera del 2023 e l’autunno del 2024.
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Anno edizione:2026
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