Tredicesimo album per la band brasiliana, che dopo il mediocre Kairos, album alquanto sottotono e non del tutto ai livelli del proprio monicker, torna alla ribalta con un disco più immediato e sempre più spinto verso territori estremi che poco spazio lasciano al thrash metal classico. Certo, i Sepultura già ci hanno abituato negli anni a mostrarci varie sfaccettature del proprio sound: dal marcissimo thrash/death dei primi album, al groove di Chaos A.D. e del masterpiece Roots, al quasi totale abbandono del thrash in dischi come Against e Nation, fino al concepimento di lavori più propositivi come Dante XXI e A-Lex, in cui il sound-tipo della band originaria di Belo Horizonte fa il suo ritorno per la felicità dei fan di vecchia data. Col nuovo The Mediator Between Head and Hands Must Be the Heart (il cui significato del titolo andremo a vedere più avanti), i Sepultura ripropongono quel misto di death e thrash che caratterizzò la prima parte della loro carriera, con atmosfere che si fanno sempre più pesanti ed un muro di suono volto a travolgere chiunque gli si pari davanti. Ai pannelli di controllo ritroviamo il buon vecchio Ross Robinson, già produttore di Roots, qui capace di riportare un po’ di sana crudeltà primigenia nel sound del combo brasiliano, valorizzando l’intenzione della band di pestare sull’acceleratore, con linee di chitarra sempre più graffianti ed incisive e ritmiche da capogiro. Da segnalare l’ottimo lavoro dell’ultimo entrato in line-up, Eloy Casagrande, ventidue anni appena, batterista dal potenziale elevatissimo e già in grado di mostrare di che pasta è fatto tramite una prestazione che lascia un segno indelebile sul sound-tipo dei nuovi Sepultura.
The Mediator Between the Head and Hands Must Be the Heart
I Sepultura sono nati nel 1983 a Belo Horizonte, in Brasile, e sono da allora una delle band più influenti della scena metal mondiale nonchè i padri del genere death/thrash metal. Questo album è ispirato dal classico del cinema muto Metropolis di Fritz Lang, facendo riferimento alla tecnologia e il suo effetto disumanizzante sugli uomini, ed esplorando la miseria e i privilegi legati al potere tecnologico. Ospite d'eccezione dell’album è Dave Lombardo, batterista storico degli Slayer.
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Artisti:
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Supporto:CD Audio
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Numero supporti:1
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Disco 1
Disco 2
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