I romanzi di Amélie Nothomb si dividono in due gruppi: racconti della sua vita personale e opere di fantasia (dove a volte però la linea con il suo vissuto è molto sottile). “Meglio così” rientra nel primo. Dopo aver raccontato del padre, qui Amélie, racconta il vissuto della madre, dall’infanzia fino all’ultimo emozionante capitolo dove si lascia andare alle emozioni provate a seguito della sua scomparsa. Un romanzo/memoriale intenso che ripercorre momenti storici legati alla Seconda Guerra Mondiale ed alle conseguenze che sua madre si è vista riversare sulla sua vita e sulla sua formazione di crescita. Non mancano i momenti di sarcasmo inglese tipici di Amélie e la sua schiettezza nel raccontare eventi con una semplicità disarmante. Quest’anno ho avuto la fortuna di incontrarla e sentire il libro presentato da lei stessa, un valore aggiunto immenso. Perché Amélie è esattamente quello che scrive ed è sempre ammaliante sentirla parlare delle sue opere. Ed in questo caso di… gatti!
Meglio così
Dopo aver raccontato la storia del padre in Primo sangue – col quale si è aggiudicata il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022 – l’autrice belga dedica il nuovo romanzo alla madre, finora quasi sempre assente dai suoi libri.
«La belga Amélie Nothomb rende tributo alla figura della madre in una vicenda che prima assume i contorni di una fiaba horror per poi svilupparsi come una storia di tenacia e di speranza. Con una struggente confessione nelle pagine finali.» - Marzia Fontana, La Lettura
Estate 1942. Per allontanarla dai bombardamenti che minacciano Bruxelles la piccola Adrienne, di quattro anni, viene mandata per due mesi nella cupa e semidiroccata casa della sua bisbetica nonna di Gand, che le dà il benvenuto offrendole caffellatte e aringhe per colazione e si diverte da subito a tormentarla. La ripugnante ma spassosa vecchina odia tutti, comprese le proprie figlie, e adora un solo essere: Pneu, il gatto obeso e sprezzante che troneggia in una stanza-santuario. La bambina sopravvive a quest’atmosfera soffocante grazie alla sua intelligenza, all’immaginazione e soprattutto a una formula magica: “Meglio così.” Un mantra che diventa l’arma per affrontare quanto la ferisce o spaventa, uno strumento di resistenza e, paradossalmente, di speranza…
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Anno edizione:2026
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Stefania 11 maggio 2026Una Amélie che commuove
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