Lo stile di scrittura di McCarthy e' molto riconoscibile, con l'uso singolare della punteggiatura e le descrizioni naturalistiche al limite della poesia. In questo romanzo tutto questo e' portato ai massimi livelli, il che lo rende allo stesso tempo bellissimo da leggere ma anche difficile. I temi sono altrettanto estremi e per questo a volte ho avuto bisogno di fare una pausa, ma la voglia di vedere come continua alla fine ha sempre avuto il sopravvento. Esplora le origini degli Stati Uniti d'America, come nazione di individualisti e sognatori a scapito di altri, accettandone anche le parti piu' orrorifiche senza mai nasconderle.
Meridiano di sangue
Nè cinema né letteratura avevano mai rappresentato il mondo della Frontiera con la cruda efficacia di Cormac McCarthy.
«Il cuore americano ha premiato McCarthy per aver riportato la narrazione nelle verdi praterie» – Fernanda Pivano
1850. Al confine tra Stati Uniti e Messico una banda di cacciatori di scalpi lascia dietro di sé una scia di sangue, sullo sfondo di una natura grandiosa e impassibile. Li comanda il corpulento giudice Holden, «enorme, bianco e glabro come un infante smisurato»: un predicatore e filosofo dei deserti che trascina con sé una corte di spostati, mezzosangue e reietti armati fino ai denti, in una spirale di ferocia e morte. Con loro c'è anche un ragazzo quattordicenne: sarà quella la sua iniziazione alle spietate leggi del West, tra agguati, lunghe marce, bivacchi desolati, notti di bagordi. È il mistero del Male e della violenza la grande ossessione di McCarthy, che fa lievitare le sue storie d'orrore ad altezze epiche, sulle orme di Faulkner, cui la critica lo ha spesso avvicinato.
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Anno edizione:2014
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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emawest 17 giugno 2026Difficile ma ne vale la pena
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Jacopo 05 febbraio 2025
Un quattordicenne fugge dalla sua casa in Tennessee e finisce per aggregarsi a una banda di cacciatori di scalpi tra Messico e Stati Uniti. E' l'incipit di una storia di violenza, violenza insensata, volgare, gratuita. Violenza elargita e subita, sui nemici e sugli indifesi. Faticose e dettagliatissime cavalcate in una natura incredibilmente bella e varia e totalmente indifferente ai destini dell'uomo. Un enorme spazio quasi sempre vuoto, disabitato, e il resto sono luoghi abitati dalla miseria, dal sudiciume e dall'abiezione. E poi c'è il giudice Holden. Uno dei personaggi più inquietanti e sorprendenti di cui mi sia mai capitato di leggere. Un uomo gigante, glabro, coltissimo e perverso, intento a catalogare ogni cosa, a darle un nome, su un grosso quaderno. Chi è? Non si sa. Forse il diavolo, forse la pulsione al Male che seducendolo accompagna l'uomo da sempre, ovunque ("Et in Arcadia ego"), per sempre. Se quest'opera di McCarthy consistesse di pagine bianche interrotte solo dalla presenza e dalle parole del giudice varrebbe la pena di essere letta. Capolavoro imperdibile.
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marco 02 gennaio 2025estremo
Questo titolo è un capolavoro, bisogna essere pazienti e non essere alle prime armi per leggerlo, ma dopo averlo fatto ti colpirà ancora di più
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