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La montagna
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La montagna - Mauro Corona - copertina
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La montagna Mauro Corona
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Descrizione

«La natura sta correndo un grosso rischio. Il rischio di piegarsi su se stessa e morire avvelenata come un fiore annaffiato da varechina. L'acido dell'inquinamento, dello sfruttamento, della superproduzione, del consumismo ad oltranza, della conquista dell'inutile, sta intossicando il pianeta. Cercare di opporsi al disastro che si profila è compito di tutti. Questo libro è dedicato ai ragazzi, perché saranno loro in futuro a proteggere la salute del creato».
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Dettagli

2002
1 settembre 2002
100 p., ill. , Brossura
9788887881790

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Questo libro è quasi la sbobinatura di una chiacchierata tra Mauro Corona e ventun giovani presso l’Osteria “Gallo Cedrone” di Erto. Prendendo lo spunto dal fatto che il 2002 è l’anno internazionale della montagna, Corona si lancia in un’appassionata difesa della montagna e dei suoi valori che rischiano di scomparire schiacciati da logiche di sfruttamento che non tengono in alcun conto della possibilità che possa esistere anche uno sviluppo sostenibile e responsabile che non distrugga la natura per soddisfare egoistici interessi personali di arricchimento. Il discorso di Corona è universale perchè è adatto a tutti gli sfruttamenti, non solo quelli della montagna. Questa chiacchierata contiene sicuramente anche frasi un po’ retoriche e estremiste, ma Corona spiega che si tratta di uno sfogo per richiamare l’attenzione dei giovani sui rischi che sta correndo la natura. Io ho trovato molto interessanti due aspetti: innanzitutto il concetto di sviluppo sostenibile e responsabile per non distruggere la possibilità che le risorse naturali si autoriproducano (nel passato il boscaiolo tagliava solo gli alberi necessari e il bosco poteva creare sempre e continuamente nuovi alberi). Tutto questo è dovuto non solo all’egoismo dell’uomo spinto sempre ad arricchirsi di più (Corona dice che tutti devono guadagnare il giusto, ma l’arricchimento fine a se stesso non ha senso) ma anche allo sviluppo tecnologico che, togliendo al lavoro gran parte della fatica, permette ad es. ad un boscaiolo di disboscare in dieci minuti 150 alberi con la motosega mentre il taglialegna più abile riusciva ad arrivare al massimo a 150 alberi in un mese. L’altro aspetto molto interessante è la spinta a cercare di capire la montagna e quindi a rispettarla: Corona elenca molto espedienti utilizzati un tempo ad es. per tagliare la legna (quando tagliare gli alberi per fare un tetto e quando tagliarli per avere legna da ardere), per non perdersi in montagna, per riconoscere i pericoli e quindi accettare i propri limiti. Anche qui entra in gioco lo sviluppo tecnologico che di per sé non è dannoso, ma spinge chi non è preparato ad affrontare la montagna senza rendersi conto delle proprie capacità (es. arrampicate da alpinisti inesperti resi sicuri dalle loro attrezzature) E infine il rispetto per la montagna si tramuta in un invito a passare una notte all’aperto: si potranno scoprire i rumori degli animali e gli odori del bosco. Noi abbiamo paura della notte perché siamo abituati a esser protetti da quattro mura, da qui l’invito a riscoprire la naturalità. Sarebbe bello se qualcuno adattasse questo libro come testo teatrale!

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Mauro Corona

1950, Erto (Pordenone)

Ha seguito fin da bambino il nonno paterno (intagliatore) in giro per i boschi. Intanto, il padre lo portava a conoscere tutte le montagne della valle. Dal primo ha ereditato la passione per il legno, diventando uno degli scultori lignei più apprezzati d'Europa; dal secondo invece l'amore per la montagna. Alpinista e arrampicatore fortissimo, Mauro Corona ha aperto oltre trecento nuovi itinerari di roccia sulle Dolomiti d'Oltre-Piave.È autore di, tra gli altri, Il volo della martora (CDA & VIVALDA, 1997, riedito da Mondadori nel 2014), di Finché il cuculo canta (1999), Gocce di resina (2001) e La montagna (2002) per Biblioteca dell'Immagine. Per i tipi Mondadori invece ha scritto Nel legno e nella pietra (2005), Aspro e dolce (2006), Vajont: quelli del dopo (2006),...

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