Morire dopo Harvard - Hans Jonas - copertina
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Letteratura: Germania
Morire dopo Harvard
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Descrizione


Il tema della nuova definizione della morte su base neurologica, in connessione a quello del trapianto di organi da soggetti in stato di morte cerebrale dichiarati cadaveri, è tornato negli ultimi tempi all'attenzione anche in Italia. Quantunque – a più di cinquant'anni dall'introduzione, con il Rapporto di Harvard, di quella nuova definizione – le voci di dissenso siano cresciute anche in ambito medico, vogliamo qui riproporre la prima grande critica fatta a quella definizione da un classico del pensiero filosofico del Novecento, nonché uno dei protagonisti dell'attuale dibattito bioetico: Hans Jonas. Quell'analisi, infatti, contiene in nuce tutti i problemi che sono ancora in discussione e li affronta con un linguaggio rigoroso, ma accessibile anche al pubblico di non specialisti, ed è significativo che essa sia al centro del documento del Council on Bioethics americano che riapre ufficialmente il dibattito sulla morte cerebrale.

Dettagli

Libro universitario
96 p., Brossura
Gehirntod und menschliche Organbank: Zur pragmatischen Undefinierung des Todes
9788837239244

Valutazioni e recensioni

  • Valli
    Agghiacciante

    Lettura scomoda, ma indispensabile. L’ho preso dopo aver letto il libro “Morte cerebrale e donazione degli organi. I dubbi e le indagini di una madre che ha donato gli organi del figlio (Ciò che i dottori non dicono)” di Renate Greinert. Mi chiedo quante morti stiamo accettando in silenzio, con la nuova ridefinizione di “coma irreversibile”. Il cuore batte ancora, il corpo è caldo, la pelle reagisce, gli organi sono perfetti per l’espianto… eppure lo dichiarano “cadavere” per poter prelevare cuore, fegato, reni. Quanta gente si è risvegliata da un coma di questo tipo un tempo? Eticamente c’è una controversia ENORME! È una morte “pragmatica”, funzionale al progresso medico: il paziente è vivo biologicamente, ma “morto” legalmente solo per non violare il divieto di vivisezione su esseri umani😡. Jonas, GIUSTAMENTE, definisce questa ambiguità “morte ridefinita per convenienza”. La medicina non può ridefinire la morte per esigenze tecniche; altrimenti perde la sua “anima” e diventa tecnica di potere sulla vita😡😡😡 DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE. Saggio di circa 100 pagine.

Conosci l'autore

Foto di Hans Jonas

Hans Jonas

1903, Mönchengladbach

È stato un filosofo tedesco naturalizzato statunitense di origine ebraica. Allievo di Martin Heidegger e Rudolf Bultmann e compagno di studi di Hannah Arendt nel corso degli anni venti, si dedicò allo studio dello gnosticismo. Ma sarà costretto, come molti altri intellettuali a lui contemporanei, a emigrare dapprima in Inghilterra dopo l'avvento del nazismo e poi a trasferirsi in Terra d'Israele. Partecipò come volontario alla seconda guerra mondiale, militando nell'esercito inglese. Contribuì alla liberazione dell'Italia e nell'ultima fase della guerra si spostò in Germania. Tornato in Palestina, partecipò alla guerra di indipendenza israeliana del 1948, quindi iniziò la sua carriera di docente alla Hebrew University di Gerusalemme,...

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