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Nessuna voce dentro. Un'estate a Berlino Ovest
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Nessuna voce dentro. Un'estate a Berlino Ovest - Massimo Zamboni - copertina
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Descrizione


Il racconto autobiografico e palpitante di una lunga estate tumultuosa, un'estate di liberazione.

«La vita pare troppo lunga per accontentarsi».

«Quello che non posso immaginare è quanti miei coetanei da tutta Europa stiano convergendo sopra Berlino. Rasati, capelloni, isterici, gioiosi, intossicati: piccole schegge sconclusionate in cerca di qualcosa che non sanno».


Da Reggio Emilia in autostop fino a Berlino Ovest. È il 1981 e Massimo Zamboni ha ventiquattro anni: più che scappare dalla provincia, ha addosso una fame inappagata di vita. Come ogni ragazzo, di ogni epoca. Berlino, in quella lunga estate, sembra essere la città dei giovani, e della musica, della voglia di futuro, delle case occupate, un mix irripetibile di intensità e fragilità. E poi c'è il Muro. Entra in scena sommessamente, quasi soffocato dalla vitalità dell'esperienza cittadina, per poi impadronirsi dello spazio e del senso rivelandosi autentico coprotagonista del racconto. «Per i tedeschi "Muro" è sostantivo femminile. È una signora, die Mauer. Una signora muraglia austera e disadorna, dal seno piatto, vestita di grigio». Massimo di giorno serve ai tavoli di un tipico ristorante italiano, «avamposto della meridionalità più spermatica e terrosa», la notte si trascina solitario tra le macerie della città verso i locali più underground. Ma non si può sempre camminare nelle scarpe degli altri, frequentando le loro avventure. Forse non resta che ripartire. Ma proprio sulla pista di uno di quei locali berlinesi, avviene un inspiegabile e imprevedibile riconoscimento. Due ragazzi di Reggio Emilia, amici in comune e stesse militanze alle spalle, si incontrano per la prima volta. E da quell'incontro deflagrante nascerà poi uno dei gruppi ancora oggi più amati del panorama musicale italiano, CCCP Fedeli alla linea.
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Dettagli

2017
16 maggio 2017
195 p., Brossura
9788806233259
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Indice

1981. Luglio. Parto di martedì, casello di Reggio Emilia. Cerco uno strappo9 per la frontiera, dove dovrò procurarmi un passaggio su qualche tir in viaggio verso il grande Nord. Con il classico pennarello Grinta punta larga ho scritto in nero su un rettangolo di cartone: Brennero. Espongo il cartello, mi metto in attesa: il mondo che mi aspetta di là da quelle sbarre autostradali irradia un'elettricità che conosco. Compagni cittadini coraggio, voglio arrivare presto a Berlino. Certo che centosettanta fermati sono un bel numero. Più o meno conosco tutti quei centosettanta e se non li dico proprio amici li chiamano almeno conoscenti, sapendone il nome o più spesso il nome d'arte, conquistato su qualche strada o in qualche battaglia. Frequentazioni peggiori non potrei avere, pare, ma sono gli unici con cui si possono spartire le sere d'inverno nelle piazze e nei parchi di una piccola città emiliana, là dove i cittadini sono consegnati alle televisioni e a noi soltanto appartengono le vie deserte. A noi. A chi - Come me, come noi - vuole muoversi, incontrare, contarsi, pensare che ci sia un luogo, un modo, suonare una chitarra, un tamburo, calciare un pallone in piazza San Prospero. Esserci, insomma; vivere. Se io non sono tra quei centosettanta fermati è solo perché alcuni preparativi per Berlino mi hanno trattenuto dall'Osteria del Cavallo Zoppo la notte della retata, che so essere stata come tutte le altre: notte estiva di calma collina sdraiati sul prato a guardar su tra le lucciole e i profumi, dove ognuno pensa ai fatti suoi entrando in stato di pace intanto che l'erba medica si affiena nel secondo taglio.

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andrea mazzarello
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Raccontando ai ragazzi di oggi che a Berlino c'era un muro si rischia di vedere facce stralunate e occhi increduli......magari quello del Messico e' piu' conosciuto......Berlino e' ancora una meta amata dai giovani di oggi che pero' credo cerchino cose diverse da quelle che cercava Massimo Zamboni......Zamboni chi? come chi, quello dei CCCP.......CC cosa?.....vabbe' leggiti il libro poi ne riparliamo.........

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Massimo Zamboni

1957, Reggio Emilia

Massimo Zamboni è nato a Reggio nell'Emilia nel 1957. È musicista, cantautore e scrittore. È stato chitarrista e compositore del gruppo punk rock italiano Cccp e dei Csi, prima di intraprendere una carriera da solista. Ha pubblicato Il mio primo dopoguerra. Cronache sulle macerie: Berlino Ovest, Beirut, Mostar, (2005) Emilia parabolica. Qua una volta era tutto mare (2002), In Mongolia in Retromarcia (2009), Prove tecniche di resurrezione (2011) L'eco di uno sparo (2015), Anime galleggianti. Dalla pianura al mare tagliando per i campi (La nave di Teseo, 2016), insieme con Vasco Brondi e La trionferà (Einaudi 2021).

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