Un libro intenso e lucido sulla solitudine in tutte le sue forme: personale, femminile e collettiva. Daria Bignardi intreccia la propria esperienza con quella delle minoranze e dei popoli segnati dalla guerra. Interessante anche la riflessione sulla solitudine amplificata dai social. Una lettura profonda e attuale, che invita a fermarsi e ascoltare
Nostra solitudine
Nonostante racconti le oppressioni del nostro presente - globalizzazione, occupazione, guerra, patriarcato - questo è un libro intimo e personalissimo, pieno di felice tormento, che riesce a fare quel che si auspica faccia la letteratura: dare parole a qualcosa che non riusciamo a vedere ma sentiamo incombere. Senza appesantire il fantasma che evoca, senza togliergli magia.
«Chi è felice nella solitudine o è una bestia selvaggia o un dio, diceva Aristotele. Bestia selvaggia mi ci sento spesso, dio mai.»
«Daria Bignardi riflette su una condizione esistenziale che definisce "bestia selvaggia". Una nomade educazione alla solitudine.» - Ursula Beretta, La Lettura
Come si fa oggi a stare nel mondo? In questo mondo. A trovare un modo, un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi è sotto le bombe, di chi è oppresso, povero, svantaggiato. Ci si vergogna a dire che ci si sente soli, ma lo siamo sempre di più. Daria Bignardi lo dice con sincerità, ironia, coraggio. Sente che la solitudine può essere una prigione ma anche un posto da cui ascoltare il battito del cuore del mondo. Il mondo la chiama e lei parte. Va in Cisgiordania, a Hebron, a parlare coi prigionieri palestinesi rilasciati nell'ultimo scambio. A At-Tuwani, il villaggio di No Other Land, conosce i volontari internazionali che ogni giorno accompagnano a scuola i bambini perché i coloni non gli sparino addosso. È a Gerusalemme, nella Chiesa del Santo Sepolcro, il giorno in cui muore Papa Francesco. Va in Vietnam, l'unico paese che ha sconfitto gli Stati Uniti, dove scopre quanto è inquinato il Mekong. Assiste all'operazione al cuore di un neonato in Uganda. Vuole lasciare i social media perché intuisce che lì dentro c'è qualcosa che sfrutta malignamente la nostra solitudine, ma non riesce a rinunciare alla partita quotidiana a Wordle con le nipoti, al cazzeggio con le amiche, a flirtare con gli amanti. Morde la solitudine con passione. Capirà cosa cerca nello sguardo di un gorilla che incontra in Uganda e di tutti gli animali che incrocia sulla sua strada: i cani Giulio, Fix, Brillo, i gatti, le galline, un pappagallo.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Antonio 16 gennaio 2026intenso!
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Paola N 13 gennaio 2026Uno sguardo dentro e fuori
Un libro sulla solitudine e sulle relazioni, su cosa facciamo per esser accettati e come ci sentiamo quando non lo siamo, su quanto può fare bene fuggire e tornare: se poi nella fuga incontri un pappagallo parlante o un gorilla silenzioso, ancora meglio!
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Gio Porta 29 dicembre 2025Il più brutto regalo di natale!
L'ho letto con fatica, dopo ogni "grazie al cielo, breve" capitolo mi domandavo a chi potessero interessare i banali resoconti delle esperienze della vita dell'autrice (le sue paranoie, i giochini al telefono, le sue opinioni sulle guerre, i cani... che noia!), l'ho finito, mi spiace buttarlo e non sono così cattivo da regalarlo!
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