Nu poco 'e mme nu poco 'e Napule. 'O tiempo passa 'e che fà, i' vulevo sulo nu poco d'alleria
«La poesia di Alfonso Longobardi è un omaggio alla tradizione della poesia (e della canzone) napoletana sul filo della malinconia e della nostalgia. È una poesia che evoca modi e atmosfere digiacomiane. Pensiamo a liriche stupende come Na tavernella (Vierze nuove, 1901). Alfonso Longobardi ripercorre, sul filo d'una memoria tanto incantata quanto sofferta, i luoghi di una "Napoli nobilissima" che non c'è più, sovente attraverso figure femminili evocate con rarefatta, tenera leggerezza, tra una lacrima e un sospiro: è qui la vocazione romantica di questa poesia, il suo animus più profondo. La traccia è nella poesia tardo-romantica e lessicalmente simbolista («De la musique avant toute chose!» raccomandava il buon Verlaine di Art poétique, 1882) dei grandi poeti napoletani che operano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del secolo scorso, da Salvatore Di Giacomo a Ferdinando Russo, da Libero Bovio a Ernesto Murolo.» (dalla Prefazione di Roberto Pasanisi)
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Anno edizione:2022
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