Questo libro mi sta piacendo moltissimo per la sua originalità e la tua capacità di entrare nell'animo umano da un punto di osservazione del tutto nuovo. La cronaca delle prime 20 pagine è la vita al ralenty, come una VAR che permette di vedere emozioni, pensieri, considerazioni che durano un centesimo di secondo e che a velocità normale non sono visibili agli occhi. Un'ora, forse meno, vista al microscopio, fotogramma per fotogramma. E' proprio la velocità di osservazione l'elemento distintivo del libro. Leggendolo mi sono sentito come se la penna dello scrittore fosse un endoscopio, entrasse dentro il lettore, a scovare e rendere manifesti i più intimi peccatucci. Le successive note sono un espediente per una collezione di racconti, flashback, che disegnano il personaggio Alberto. In fondo, riflettevo, anche nella nostra mente, i nostri ricordi non sono lineari, non seguono una linea del tempo con un inizio e una fine. I nostri ricordi sono una narrazione caotica, sono episodi, flash che vanno avanti e indietro. La struttura delle note assomiglia a questa non-logica dei nostri ricordi.
Un' Odissea minuta
La sera del 16 giugno del 2004 (a cento anni esatti dal Bloomsday originario) l'ingegner Alberto Cappagalli, nella sua casa di Commiserate Ontona, si sente particolarmente ispirato e decide che quella è la sera giusta per iniziare a scrivere il romanzo della sua vita. Nel giro di una notte riesce a scrivere venti pagine, e non continuerà oltre. In quelle venti pagine, però, c'è già tutto, o, almeno, questo è ciò che ci dimostra Daniele Scolari, suo cognato, che a partire da quel breve testo sviluppa il racconto dell'intera vita di Alberto, un everyman del Nordest più grigio e industriale. Perché ogni parola ha un significato specifico nella vita di un uomo, un suo portato, e attraverso un sistema oggettivante di accumulazione narrativa strutturato in note che compongono un glossario biografico si finisce per spaziare dall'infanzia di Alberto (il verbo "infilare", per esempio, lo riporta in un salotto antico, nel quale una nonna ancora viva chiede al lui bambino di, appunto, "infilare" il filo di cotone nella cruna dell'ago) alla sua quotidianità più immediata e recente, vissuta tra una moglie troppo colta e una pizzeria a basso costo, il parquet da cambiare e delle pulsioni da sempre soffocate. "Un'Odissea minuta", insomma, che ci racconta i vizi, le debolezze e le minuscole bassezze di cui tutti ci macchiamo ogni giorno.
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Autore:
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Anno edizione:2016
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Cemmy 28 gennaio 2024Originale e ben scritto
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