Carino ,di piacevole lettura : una buona dose di suspense e colpi di scena,alcuni però un po'prevedibili. Robecchi non sbaglia mai un libro. Tuttavia,per me,la serie"Le avventure dei killer" non raggiunge l'alto livello della serie"Le indagini di Carlo Monterossi"dotata di un humour e di un'ironia superlativi.
Omicidi Srl
Omicidi Srl è una commedia nera, feroce e divertente, che segue Il tallone da killer, precisa i contorni dei protagonisti, gioca con la satira, l’azione e il genere noir, si diverte a vedere la storia gialla dalla parte dei cattivi per rivelarci che anche i buoni... insomma...
«Alessandro Robecchi ritrova i suoi due rocamboleschi sicari: vorrebbero smettere, allargano il business. Premiata ditta di teneri killer.» - Severino Colombo, La Lettura
Ammazzare la gente per soldi, pianificare, contenere le spese, gestire una piccola azienda di eliminazioni, con due principi basilari: «La sicurezza prima di tutto» e «Deve sembrare un incidente». Il Biondo e Quello con la cravatta sono killer professionisti, e hanno gli stessi dubbi e le stesse difficoltà di ogni professionista. Questioni etiche e questioni pratiche, dubbi esistenziali e dubbi tecnici su come onorare i contratti, modi, tempi, risvolti morali dell’ammazzare qualcuno. Niente di personale, è solo lavoro. Questa volta sono alle prese con un contratto inedito che li pone di fronte a una questione morale: accettare l’incarico, molto ben pagato, o cedere ai loro dubbi etici? Proprio per questo, per chiedere consiglio a una collega, coinvolgono la loro «stagista» Francesca Aroldi. Parte quindi una sequenza di contrattempi, infortuni, difficoltà, piani falliti, svolte e testacoda, incidenti di percorso, problemi familiari e pistole da pulire. Una trama di impicci e sviluppi a sorpresa, in cui, nell’azienda dei killer, si confrontano due scuole di pensiero: la pianificazione scientifica dell’omicidio che tende al delitto perfetto, e l’improvvisazione; lo spartito rigoroso fatto di piani infallibili, e il free jazz. Il Biondo e Quello con la cravatta giocano sul cinismo e sul disincanto, come anche cinico e disincantato è l’ambiente in cui si muovono, che attraversano, che descrivono in dialoghi veloci e fulminanti. Una società avida, senza scrupoli, che i due soci osservano con implacabile sarcasmo immersi in una Milano sgangheratamente ricca.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Claudia 31 luglio 2026Carino
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Bruno Izzo 27 luglio 2026Che bisogna fare per campare
Cosa bisogna fare per campare decentemente al giorno d’oggi? Robecchi con sottile arguzia e sarcasmo, racconta con ottima penna una grande verità dei nostri giorni; sotto forma di un thriller fa una vera e propria elegia del nostro vivere e desiderare quotidiano, volto al più becero materialismo e allo smodato arricchimento. Basta pagare, e si ottiene tutto. Puoi toglierti di mezzo così una moglie vecchia, brutta e pesante, ma ricca di suo e dalla quale quindi non puoi divorziare come di norma, o un rivale in affari, un’amante ingombrante, un vecchio padre padrone che non si decide a farsi da parte, eccetera. Inutile nascondersi dietro un dito, tutti noi, chi di più e chi di meno, ma tutti indistintamente, abbiamo una lista di persone con cui condividiamo il nostro vissuto che sarebbe meglio ammazzare, per motivi vari, pratici e morali. Poi gli antichi tabù innati ci impediscono di mettere in atto personalmente il nostro impulso omicida, anche perché timorosi dei risvolti legali. I delinquenti come i mafiosi fanno da soli, tutti i rimanenti, e cioè noialtri, normalmente non possediamo indole, stoffa, attrezzi e mestiere, quindi non è cosa per noi, dobbiamo per forza di cose interagire per interposta persona. Volete che una metropoli europea non offra chi sbriga questi servizi per conto terzi? Pagando a caro prezzo, naturalmente. Sullo sfondo Milano, quella da bere, della moda, degli affari, della finanza, dei grattacieli, dei mercanti d’arte o presunti tali, ma in special modo quella delle stridenti contraddizioni. La Milano dei ricchissimi e dei cialtroni aspiranti ricchi quale ne sia il mezzo, delle periferie povere e dignitose e dell’hinterland malavitoso di vario genere, da quello di necessità, di sopravvivenza a quello truffaldino e disonesto per principio. Poi però esiste tutt’altra città e relativa umanità. Robecchi la conosce e la descrive bene, con umorismo e disincanto, l’analizza e la smitizza perché vedete, lui Milano la ama. Ucciderebbe per lei.
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Sabrina 12 giugno 2026Divertente
Si legge velocemente, è divertente e ben congegnato, da portare sotto l'ombrellone!
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