Oppure, niente
Osservandosi riflesso nello specchio dietro al bancone di un bar, un uomo riconosce improvvisamente il volto del padre, morto suicida a quarantanove anni. Inizia così il monologo interiore del protagonista, architetto quarantasettenne, divorziato da una moglie che vede ormai quasi come una sorella, padre di una figlia adolescente con cui fatica a ricucire un rapporto, professionista stimato come ne esistono a migliaia. Scorcio sulla mente e l’anima di un aspirante suicida "Oppure, niente" non è solo una storia umana commovente, dolce, disperatamente ironica: ripercorrendo i rapporti tra un padre compromesso con il fascismo e un figlio diventato uomo nel Dopoguerra, Antonielli ha dipinto l’affresco morale di un’Italia spaccata e in crisi quanto il suo protagonista, uscita dagli orrori della guerra con le mani e la coscienza sporche di sangue, apparentemente lanciata verso un futuro fatto di ricchezza, sicurezza e stabilità ma profondamente immersa nell’ovatta narcotica della placida convenienza, nel pantano delle zone grigie, oppressa da una debilitante incertezza che ha le fattezze di un presagio, di uno spettro, di una condanna.
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Anno edizione:2026
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