Il grande filosofo e scrittore latino Seneca scriveva: "Una tantum licet insavire" che, tradotto in italiano, suona pressappoco così: "Ogni tanto (all'uomo) è permesso uscire fuori di senno".Ecco. Con questa raccolta in vernacolo dal titolo "i paroli cumu urdichi"(le parole come ortiche) l'autore vuole,"lucidamente" uscire di senno e occuparsi di un tema che nel suo paese (Sambiase), negli anni '50 -'60, era "tabù": il sesso. In quegli anni tutto ciò che, allora, apparteneva alla sfera sessuale, era oggetto larvato di discussione, attraverso ammiccamenti allusivi o mezze frasi (perché a parlarne liberamente si faceva peccato!). L'autore utilizza un linguaggio a volte scurrile, ma ciò è stato inevitabile dato l'argomento (scabroso) da trattare. Paragonando, però, questo suo linguaggio a quello in uso oggi nei vari programmi televisivi o nei rapporti tra i giovani nella vita di tutti i giorni, si sente sollevato nell'animo e sgravato da qualsiasi senso di colpa. In ultima analisi l'autore afferma che anche una parola volgare o grossolana, se inserita o letta in un certo contesto, non può essere considerata turpiloquio.
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:16 aprile 2026
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