De Roberto, che per motivi anagrafici non partecipò personalmente al primo conflitto mondiale, ci ha lasciato dei racconti talmente coinvolgenti da farci vivere come attoniti spettatori a situazioni altamente drammatiche. La sua scrittura è chiara, pulita, elegante e le sue narrazioni ci fanno trasparire con grande intensità sentimenti di paura, sconcerto, pena , angoscia, smarrimento, delusione. In questi quattro racconti riusciamo a cogliere l’essenza profonda del conflitto. I soldati , quei fanti sbattuti nelle trincee in una terra per molti di loro così lontana, per una patria della quale forse conoscevano solo la parola, si esprimono nel loro dialetto, così diverso ma anche così vicino, perchè li unisce in un unico destino. Concordo pienamente con chi ha definito De Roberto un novello Omero la cui perdita della “visione è stata bilanciata da una speciale visionarietà che gli ha consentito si trascendere il mero dato di cronaca e di calarsi alla radice stessa dell’evento bellico”. Veramente belli!!
La paura e altri racconti della grande guerra
La paura è una storia semplicissima e proprio per questo una devastante accusa contro la guerra. Un gruppo di soldati italiani provenienti da varie regioni è bloccato in una trincea sotto il tiro micidiale di un cecchino austriaco che impedisce loro di uscire allo scoperto. L'ufficiale, un uomo sensibile ai sentimenti e alle paure dei suoi soldati, deve però mandarne fuori uno alla volta per raggiungere un posto di vedetta sguarnito. Vediamo così sfilare e morire uno ad uno i suoi uomini. Ognuno di loro racconta in dialetto il proprio terrore. Nel Rifugio la storia di un disertore e della sua fucilazione viene raccontata da un ufficiale che casualmente viene ospitato e rifocillato dai genitori del soldato fucilato. La retata è invece una divertente parodia delle agiografie belliche. Un soldato racconta in romanesco (tutti i fanti dei racconti di de Roberto parlano in dialetto, dando realismo e vivacità alle vicende raccontate) di come, caduto nelle mani del nemico, riuscì a sua volta a catturare un intero plotone austriaco inventando decine di manicaretti che avrebbero costituito, secondo lui, il "rancio" delle truppe italiane. Gli austriaci, increduli all'inizio, si fanno via via sedurre dal racconto straordinario dell'italiano, fino a decidere di disertare e di seguirlo. Nell'Ultimo voto il capitano Tancredi ha per missione di informare una bella contessa del decesso del suo eroico marito. Dopo solo poche settimane apprenderà con amarezza del matrimonio tra la vedova allegra e un imboscato.
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Autore:
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Anno edizione:2015
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Credo fosse obsoleto già´quando é stato scritto, ma ora é una disgustosa apologia della patria, del "coraggio", dei valori della bandiera. Se vi piace il "Libro cuore" fa per voi. La mia unica consolazione é di aver comprato la versione Epub. Nessun albero é stato abbattuto per stampare la mia copia.
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Perfetto quello mi aspettavo di ricevere
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