Menghi riesce a restituire la "voce" di Marco Aurelio senza renderla arcaica. La traduzione è asciutta, quasi tagliente, rispettando lo stile originale dell'imperatore che scriveva per "schegge" e aforismi. Grazie alla sua profonda conoscenza della filosofia antica, Menghi aiuta il lettore a capire che quella di Marco Aurelio non è una rassegnazione passiva, ma una forma di resistenza spirituale. Inoltre Menghi mette in luce la fragilità di Marco Aurelio. Non si legge il testo di un dio in terra, ma di un uomo stanco, spesso deluso dagli altri, che usa la scrittura come terapia per non perdere la propria integrità. Il pregio maggiore , a mio parere, di questa edizione è far capire che i problemi di un imperatore del II secolo - la gestione dello stress, il rapporto con la morte, la cattiveria dei colleghi - sono identici a quelli di un manager o di uno studente di oggi nel 2026. E scioccante, e allo stesso tempo illuminante, come il carattere e il pensiero di base di un essere umano sia rimasto immutato anche dopo 2000 anni. È un libro da tenere sul comodino e aprire a caso per trovare un'ancora di razionalità nelle vostre notti piu buie. Questo E il libro per chi cerca un manuale di sopravvivenza mentale. Se apprezzi lo stoicismo moderno o se senti il bisogno di "staccare" dal caos della comunicazione elettronica odierna per rifugiarti in una dimensione di riflessione silenziosa, la versione di Menghi è probabilmente una delle migliori porte d'accesso.
Pensieri. Testo greco a fronte
I dodici libri del diario dell’imperatore Marco Aurelio intitolato Τὰ εἰς ἑαυτόν (A me stesso o Pensieri) rappresentano la sintesi della sua visione del mondo, vicina al tardo stoicismo, rappresentato, oltre che dallo stesso Marco Aurelio, da Seneca e da Epitteto. Nonostante la centralità in queste riflessioni dell’ideale dell’“adiaforia” e l’affinità con gli altri rappresentanti del pensiero tardo-stoico, la riflessione di Marco Aurelio assume spesso un tono di scetticismo e pessimismo e sviluppa accenti del tutto originali, che riflettono i personali tormenti dell’autore. Nel riprendere la concezione eraclitea del perpetuo flusso delle cose, egli sottolinea in primo luogo l’inevitabile dissoluzione di ogni realtà e l’angoscia, profondamente sentita, di fronte al problema della morte. Queste meditazioni in forma di aforisma scritte durante le sanguinose campagne militari, “schegge” scaturite dal più profondo dell’anima di un uomo saggio, rappresentano un breviario spirituale capace di parlare a ciascuno, in ogni tempo.
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Anno edizione:2026
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Alepuglia 19 aprile 2026Pensieri di Marco Aurelio - Martino Menghi
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