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Perché l'Italia non ama più l'arte contemporanea. Mostre, musei, artisti
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Perché l'Italia non ama più l'arte contemporanea. Mostre, musei, artisti - Ludovico Pratesi,Dario Franceschini - copertina
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Perché l'Italia non ama più l'arte contemporanea. Mostre, musei, artisti Ludovico Pratesi,Dario Franceschini
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Descrizione

Alla fine dell'Ottocento l'Italia, unita da poco più di vent'anni, lanciò la prima Biennale d'arte contemporanea a Venezia, diventata la più importante del mondo. Un gesto coraggioso che non ebbe seguito: all'alba del XXI secolo, il nostro Paese non possiede un grande museo degno di competere con la Tate Modern, il Moma o il Pompidou; non è riuscito a sostenere la carriera dei migliori artisti italiani delle ultime generazioni, e sembra riconoscere fama e prestigio solo all'arte del passato. Come mai l'Italia odia l'arte contemporanea? È a causa del peso del nostro patrimonio artistico o ci sono altre ragioni? Perché non sappiamo promuovere i nostri giovani talenti sulla scena internazionale? Come mai non abbiamo una grande collezione nazionale dedicata all'arte di oggi? Partendo da queste domande, il libro di Pratesi suggerisce alcune direzioni per individuare, in Italia, un nuovo rapporto con l'arte del nostro tempo.
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Dettagli

2017
13 luglio 2017
92 p., Brossura
9788869449932

Conosci l'autore

Dario Franceschini

1958, Ferrara

Dario Franceschini è un politico, avvocato e scrittore italiano. Nel 2006 ha pubblicato per Bompiani il suo primo romanzo Nelle vene quell'acqua d'argento, con il quale nel 2007 ha vinto in Francia il Premier Roman di Chambery e, in Italia, il Premio Opera Prima Città di Penne e il Premio Bacchelli. Nel 2007 ha pubblicato, sempre per Bompiani, il romanzo La follia improvvisa di Ignazio Rando, da cui è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale.Nel 2009 pubblica per Bompiani il libro In 10 parole. Sfidare la destra sui valori in cui raccoglie i "10 discorsi agli Italiani" pronunciati durante la campagna per le primarie.Nel 2011 esce per Bompiani il romanzo Daccapo.

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