Il libro, in breve, parla di uno scrittore ucraino fallito, che all'indomani della disgregazione dell'Urss, trova un certo successo scrivendo coccodrilli per un quotidiano. Il suo successo sta nel fatto che, dopo che lui ha scritto l'articolo sulle malefatte del personaggio noto, questi viene ucciso. La storia di per sé è pesante e narrata in modo estremamente lento e claustrofobico, infatti il protagonista esce raramente di casa ed è costantemente oppresso dai risvolti che sta avendo il suo lavoro, ma avendo un vantaggio economico notevole non si fa troppi problemi e prosegue a scrivere. Il tutto è alleggerito, se così si può dire, dalla presenza di un pinguino che dà all'insieme un aspetto grottesco. Quello che mi ha lasciata sconcertata è però la conclusione, in cui non vengono svelate le motivazioni degli omicidi, ma il finale è affidato a una serie di assurdi colpi di scena che nulla aggiungono o risolvono. Quello che ne viene fuori, secondo me, è la volontà di denunciare le trame di intrighi e interessi in cui da secoli è immobilizzata la popolazione ucraina, il partito dominante non vuole mollare la presa, quindi per l'uomo qualunque tutto ciò che è inspiegabile deve rimanere tale e l'obiettivo comune è sopravvivere e scansare qualsiasi domanda. "Ogni epoca ha la sua normalità, ciò che un tempo appariva terribile, adesso era cosa di ogni giorno; la gente, per non allarmarsi troppo, prendeva tutto per una norma di vita e tirava avanti. Non diversamente da lui, riteneva che l'importante fosse RESTARE VIVI; VIVERE a qualsiasi costo."
Picnic sul ghiaccio
Kiev. Dopo la caduta dell'Unione Sovietica. Viktor è solo e in crisi cronica. Ha appena perso la sua ultima fidanzata e non sa come guadagnarsi da vivere perché è uno scrittore di racconti disoccupato e un sognatore a occhi aperti con nient’altro che un certo talento per la lingua e un cassetto pieno di manoscritti incompiuti. Al suo fianco è rimasto solo Mischa un pinguino preso allo zoo cittadino, rimasto senza fondi, che è un’altra bocca da sfamare. E in più adesso Kiev è in mano alla mafia e ai nuovi ricchi e conta solo il denaro e il fiuto per gli affari. Un bel giorno, però, Viktor riceve la proposta che gli cambia la vita: un lavoro ben pagato presso un grande giornale per scrivere “coccodrilli”, ossia necrologi su personaggi famosi che però non sono ancora morti. Non è il massimo, certo, ma si tratta pur sempre si scrivere e soprattutto di portare finalmente a casa uno stipendio. Quando finalmente comincia a scrivere si accorge che, uno dopo l’altro, i personaggi di cui si occupa muoiono in circostanze misteriose e ben presto si ritrova al centro di un pericoloso intrigo tra mafia, servizi segreti e... Un thriller fantasmagorico che ci porta a tu per tu con l’esplosione dell’Unione Sovietica e con la grande tradizione russa. Il tutto assieme allo scrittore di lingua russa più tradotto e amato in Europa.
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Anno edizione:2026
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Benedetta 08 agosto 2022Vivere a qualsiasi costo
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