Un libro scritto da chi ha paura della monotonia e sa quali stati d'animo può portare a un uomo. Bukowski affronta una delle sue "paure" in questo romanzo, descirvendo la routine dell'uomo medio, lavoratore, le immancabili sbronze per arrivare al fine settimana e il sesso. Una storia che accomuna la vita di molti, spesso presi da un lavoro che non ci piace ed una vita che non vorremmo vivere. Bukowski ci insegna a trovare i lati comici della situazione e a ironizzare su una vita un po troppo monotona.
"Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì." Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall'amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell'alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l'insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all'ippodromo e "movimentate" nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a "guadagnarsi" il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell'immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.
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Edizione:6
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Loredana Staropoli 06 marzo 2017
tempo fa ero in libreria per acquistare un regalo e vedo in offerta questo libro di Bukowski. ne avevo sempre sentito parlare ma non avevo mai letto nulla. Trovo che questo libro sia una sorta di interessante e neanche troppo velata autobiografia dal sapore dolce-amaro. La scrittura è leggera e scorrevole e invoglia all'imitazione per chi ha una minima vena letteraria e un pò di immaginazione.
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Emanuele Damiani 28 novembre 2016
Mi aspettavo di più da questo libro . La storia non mi dispiace anche se trasmette poco entusiasmo durante la lettura. Lo stile di scrittura di Bukowski è diretto e crudo ed è proprio per questo aspetto che mi è piaciuto . Non si nasconde mai, è sempre spiccatamente brillante nell'esprimere le sue idee, anche le più assurde. Un po' povero nel contenuto, ma con un importante senso dell'umorismo, necessario in tutte le cose.
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