Poveri cristi - Ascanio Celestini - copertina
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Letteratura: Italia
Poveri cristi
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Descrizione

Sono i destini a cui nessuno fa caso, quelli che da sempre interessano ad Ascanio Celestini. E quale luogo migliore delle periferie, microcosmi grandi e vivaci più del mondo, per indagare gli esseri umani che ci ostiniamo a non voler vedere? Con sguardo partecipe e mai retorico, Celestini setaccia le vite sradicate di donne e uomini che vagano come in un formicaio alla ricerca del loro spicchio di felicità.

«Celestini in ascolto delle voci flebili nel coro degli ultimi.» - Michela Ponzani, la Repubblica


Un libro politico e civile, in cui trionfano le ragioni che ci portano a respingere ogni egoismo. Del resto, «Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra». E se san Francesco tornasse oggi a predicare, mettendo in scena un presepe nel parcheggio di un supermercato? In una periferia di Roma, che potrebbe essere dietro l'angolo, s'intrecciano le esistenze di un gruppo di poveri cristi - simili agli «ultimi» che Francesco incontrò otto secoli fa. C'è Giobbe, magazziniere analfabeta che ha messo a punto un metodo infallibile per sistemare la merce senza una sola parola scritta. C'è la Vecchia che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro: i libri nelle biblioteche sono gratis, e i musei un giorno al mese aprono le porte persino ai barboni. C'è Joseph, che è partito dal suo paese in Africa, ha attraversato il deserto, è stato schiavo in Libia e poi naufrago in mare: si è salvato, ma in Italia è finito in un carcere dove le sezioni hanno nomi di fiumi, però non c'è l'acqua potabile. E poi c'è la Donna con la testa impicciata, che parla con suo figlio anche se è morto da anni... La voce inconfondibile di Ascanio Celestini - sommando un'armonia di fatti apparentemente irrilevanti alle ragioni più profonde dell'esistenza - torna in queste pagine a raccontare la lotta di classe. Mostrandoci i prodigi della solidarietà tra gli umili che animano i margini delle nostre metropoli: il prodigio di chi è stato schifato, di chi è stato menato, schiavizzato, incarcerato e torturato, stuprato, ammazzato e poi dimenticato. E nonostante questo è incapace di diventare cattivo. Perché «se hai una piccola verità, devi avere il coraggio di pronunciarla».

Dettagli

11 febbraio 2025
240 p., Rilegato
9788806268329

Valutazioni e recensioni

  • Anna
    Il racconto delle esistenze ai margini

    In un’epoca in cui, anche in ambito letterario, non si fa che parlare di sé e dei propri problemi, questo libro restituisce invece il racconto degli altri, delle esistenze ai margini, spesso razzializzate, ignorate e dimenticate, e lo fa con uno sguardo partecipe e compassionevole, molto pasoliniano; infatti, come spesso accade nei lavori di Celestini, di riferimenti al Poeta ce ne sono moltissimi. L’azione si svolge al Quadraro, quartiere della periferia romana, e più precisamente nel parcheggio di un supermercato su cui affacciano anche il magazzino, un bar e i palazzoni delle case popolari. Sulla scena si avvicendano i vari personaggi, barboni, facchini, cassiere, prostitute, bevitori, genitori che hanno perso i propri figli, figli che hanno perso i propri genitori, guardie; che siano italiani o stranieri non fa poi molta differenza perché è la sofferenza provata ad accomunarli, quella sofferenza che, nonostante tutto, non è riuscita a renderli cattivi: è questo il prodigio di cui il narratore senza nome e il suo principale ascoltatore, Pietro, si fanno testimoni. Con una scrittura molto teatrale, che mescola il parlato al lirismo delle riflessioni e delle citazioni, questo libro dà voce alla lotta di classe in un modo semplice e autentico, che avvicina il lettore ai personaggi e che fa riflettere sull’importanza di mantenere uno sguardo aperto e curioso verso il mondo; perché la curiosità è conoscenza ed è cultura, e solo la cultura - quella che si fa, non quella che si sfoggia - rende davvero liberi, dai soprusi e dall’indifferenza.

  •  EMANUELA

    Libro veramente interessante.

Conosci l'autore

Foto di Ascanio Celestini

Ascanio Celestini

1972, Roma

È una delle voci più note del teatro di narrazione in Italia. La sua scrittura nasce sempre da un lavoro di indagine condotto attraverso interviste e laboratori. Del 2000 sono gli spettacoli Radio Clandestina, sull'eccidio delle Fosse Ardeatine, e Cecafumo, sulla fiaba. Del 2002 è Fabbrica. Del 2006 Appunti per una lotta di classe. Con Fandango ha girato i documentari Senza Paura, storie e musiche di lavoratori notturni, e Parole sante, che ha dato il titolo a un omonimo disco. Per Radio 3 ha scritto e interpretato diverse trasmissioni, tra cui "Bella Ciao" sul tema del lavoro e della Resistenza. Con Donzelli ha pubblicato Cecafumo, Fabbrica e la ripresa televisiva di Radio Clandestina. Tra le pubblicazioni Einaudi: Storie di uno scemo di guerra (L'Arcipelago Einaudi 2005...

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