In un’epoca in cui, anche in ambito letterario, non si fa che parlare di sé e dei propri problemi, questo libro restituisce invece il racconto degli altri, delle esistenze ai margini, spesso razzializzate, ignorate e dimenticate, e lo fa con uno sguardo partecipe e compassionevole, molto pasoliniano; infatti, come spesso accade nei lavori di Celestini, di riferimenti al Poeta ce ne sono moltissimi. L’azione si svolge al Quadraro, quartiere della periferia romana, e più precisamente nel parcheggio di un supermercato su cui affacciano anche il magazzino, un bar e i palazzoni delle case popolari. Sulla scena si avvicendano i vari personaggi, barboni, facchini, cassiere, prostitute, bevitori, genitori che hanno perso i propri figli, figli che hanno perso i propri genitori, guardie; che siano italiani o stranieri non fa poi molta differenza perché è la sofferenza provata ad accomunarli, quella sofferenza che, nonostante tutto, non è riuscita a renderli cattivi: è questo il prodigio di cui il narratore senza nome e il suo principale ascoltatore, Pietro, si fanno testimoni. Con una scrittura molto teatrale, che mescola il parlato al lirismo delle riflessioni e delle citazioni, questo libro dà voce alla lotta di classe in un modo semplice e autentico, che avvicina il lettore ai personaggi e che fa riflettere sull’importanza di mantenere uno sguardo aperto e curioso verso il mondo; perché la curiosità è conoscenza ed è cultura, e solo la cultura - quella che si fa, non quella che si sfoggia - rende davvero liberi, dai soprusi e dall’indifferenza.
Poveri cristi
Sono i destini a cui nessuno fa caso, quelli che da sempre interessano ad Ascanio Celestini. E quale luogo migliore delle periferie, microcosmi grandi e vivaci più del mondo, per indagare gli esseri umani che ci ostiniamo a non voler vedere? Con sguardo partecipe e mai retorico, Celestini setaccia le vite sradicate di donne e uomini che vagano come in un formicaio alla ricerca del loro spicchio di felicità.
«Celestini in ascolto delle voci flebili nel coro degli ultimi.» - Michela Ponzani, la Repubblica
Un libro politico e civile, in cui trionfano le ragioni che ci portano a respingere ogni egoismo. Del resto, «Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra». E se san Francesco tornasse oggi a predicare, mettendo in scena un presepe nel parcheggio di un supermercato? In una periferia di Roma, che potrebbe essere dietro l'angolo, s'intrecciano le esistenze di un gruppo di poveri cristi - simili agli «ultimi» che Francesco incontrò otto secoli fa. C'è Giobbe, magazziniere analfabeta che ha messo a punto un metodo infallibile per sistemare la merce senza una sola parola scritta. C'è la Vecchia che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro: i libri nelle biblioteche sono gratis, e i musei un giorno al mese aprono le porte persino ai barboni. C'è Joseph, che è partito dal suo paese in Africa, ha attraversato il deserto, è stato schiavo in Libia e poi naufrago in mare: si è salvato, ma in Italia è finito in un carcere dove le sezioni hanno nomi di fiumi, però non c'è l'acqua potabile. E poi c'è la Donna con la testa impicciata, che parla con suo figlio anche se è morto da anni... La voce inconfondibile di Ascanio Celestini - sommando un'armonia di fatti apparentemente irrilevanti alle ragioni più profonde dell'esistenza - torna in queste pagine a raccontare la lotta di classe. Mostrandoci i prodigi della solidarietà tra gli umili che animano i margini delle nostre metropoli: il prodigio di chi è stato schifato, di chi è stato menato, schiavizzato, incarcerato e torturato, stuprato, ammazzato e poi dimenticato. E nonostante questo è incapace di diventare cattivo. Perché «se hai una piccola verità, devi avere il coraggio di pronunciarla».
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Anna 02 maggio 2026Il racconto delle esistenze ai margini
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EMANUELA 02 aprile 2025
Libro veramente interessante.
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