Il primo a prender fuoco fu Totò. La grande storia di monsù Peppino cuoco errante
Libro presentato da Roberto Barbolini nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
"Mi chiamo Masotola Giuseppe, per tutti monsù Peppino, pure mia moglie mi chiamava così. Sono nato a Napoli nel 1889 e sono morto prima di morire quando ho smesso di cucinare. Maestro senza eredi, dopo una vita avventurosa che ha attraversato come un romanzo epico quasi un secolo di Grande Storia, Peppino decise di cancellare ogni traccia di sé, bruciando preziose lettere, attestati e fotografi e: la trama della propria grande storia. Il primo a prender fuoco fu Totò, nella piccola istantanea scattata a Villa Olivella, lui col Principe e il conte Caetani, negli anni d’oro del cinema italiano quando Roberto Rossellini, Ingrid Bergman e George Sanders si riposavano a Torre del Greco durante le riprese di Viaggio in Italia. Il romanzo delle sue mille vite scorre sul confine dove la morte le ha corteggiate, prende corpo dai documenti scampati al maldestro autodafé e dai ricordi – quelli non prendono fuoco – anche di avvenimenti che il cuore avrebbe preferito cancellare."
Proposto da Roberto Barbolini al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione: «Il primo a prender fuoco fu Totò di Bruno Damini parte dal rogo nel quale il “cuoco errante” Giuseppe Masotola, ormai triste, solitario y final, brucia tutti i cimeli della sua lunga e avventurosa carriera di chef passato dall’Africa coloniale al Giappone, dalle navi militari allo yacht di Marconi, fino alle dimore aristocratiche dove è di casa Totò, il principe della risata. L’enigma di quel rogo, appiccato da monsù Peppino al suo passato, diventa il punto di partenza da cui l’autore, con l’acribia documentale d’uno storico di professione e la memoria congetturale di chi rievoca le vicende altrui sotto il segno d’una simbiotica “cuginanza affettiva”, romanza in prima persona la vita spericolata e i miracoli culinari di Masotola, nato a Napoli nel 1889 e “morto prima di morire” (parole sue) quando smise di cucinare. In un intreccio inestricabile fra biografia, detection storica e invenzione, Damini ricostruisce l’esistenza straordinaria di quest’uomo ordinario, facendo rinascere monsù Peppino e il suo mondo dalle loro ceneri col sortilegio d’una scrittura tanto sobria quanto appassionata.»
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2025
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In commercio dal:16 aprile 2025
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