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Recensioni Principianti

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    04/12/2017 18:46:07

    Edizione che raccoglie gli scritti originali di Carver pubblicati in versione tagliata dall'editore in "Di che cosa parliamo quando parliamo d'amore" oltre al carteggio tra l'autore e l'editore stesso. Qua emerge il vero Carver, i racconti hanno un altro sapore ed un'altra forma rispetto alla prima versione. Carver in questo libro prende il lettore a pugni nello stomaco, drammaticamente onesto e realista. Bellissimo. Consiglio la lettura anche a chi aveva già letto la prima versione, non rimarrete annoiati o delusi.

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    01/02/2017 21:52:43

    In questi racconti ho assaporato il vero Carver, quello che pagina dopo pagina ti lascia la bocca impastata, che ti fa abbassare le tende, perché la luce ti farebbe vedere quella verità che ognuno tiene al sicuro,nel profondo calore della pancia. Mi ha fatto innamorare la sua imperfezione, il suo essere che cerca costantemente di venire accettato, anche senza finiture coi fiocchi da regalo, perché raramente è un giorno di festa per Raymond e quando lo è, cerca di bagnarsi la gola, arsa dalle richieste d’amore, al punto di vedere il suo destino annaspare da solo, come lui, in fondo al bicchiere.

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    06/05/2016 22:44:08

    “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” è il titolo della seconda raccolta di racconti di Carver che venne ampiamente tagliata e modificata, compresi finali e titoli, dal suo editore. Carver era molto in ansia per il suo lavoro ma l’editore sembrava sapere cosa sarebbe piaciuto alla gente e cosa no. “principianti” è il titolo della stessa raccolta che raccoglie i racconti in edizione e titoli originali. Avendo letto la raccolta “da dove sto chiamando” antologia voluta dall’autore al cui interno troviamo molti racconti da “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, ho potuto constatare il lavoro di taglia e cuci dell’editore Gordon Lish e le ampie modifiche ai finali dei racconti e ai titoli (per fare un esempio emblematico,“principianti” che è il nome di questa raccolta è il nome originale del racconto “di cosa parliamo quando parliamo d’amore” che dà il titolo alla raccolta “modificata” da Lish). Ma qui la questione non è solo etica, cioè giudicare se sia giusto che un editore metta il naso fino a modificare pesantemente i racconti del suo autore, ma anche capire se il lavoro svolto da Lish abbia effettivamente dato i suoi frutti. Io rispondo che i frutti li ha dati e che anche se le versioni originali risultano più “carveriane” ovviamente, il lavoro di Lish non è da demonizzare ma anzi, riesce a dare al racconto “di cosa parliamo quando parliamo d’amore” quel qualcosa in più che nella versione originale manca, non mi ha preso. In generale la raccolta è perfettamente all’altezza delle altre, magari un gradino sotto “Cattedrale”, opera massima dell’autore, ma ne condivide i temi, atmosfere e soprattutto personaggi. Un’ultima parola sulla prefazione di Paolo Giordana che con quattro parole riesce ad identificare lo stereotipo del personaggio carveriano, usando una semplicità disarmante nel farlo: i suoi personaggi infatti non fanno altro che bere, litigare, ballare e nei weekend, quando c’è bel tempo pescare. Chi ha letto gli altri racconti non potrà che annuire.

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