Il romazo è ambientato nel futuro sia per l'autrice sia per noi lettori di oggi, nonostante ciò sembra invece di trovarsi ancora nel XIX secolo, l'unica invenzione infatti è una macchina volante che unisce la mongolfiera con una barca dotata di ali piumate. Quest'opera è molto attuale nelle sue tematiche dei cambiamenti climatici e dell'epidemia di peste che non lascia scampo a nessuno. Molto verosimile è il modo in cui l'autrice immagina le disparate e più diverse reazioni della gente davanti alla tragedia portata dalla peste, ugualmente verosimili sono quelle degli animali di fronte alla dipartita della razza umana (infatti la peste colpisce solo gli uomini). Fa riflettere sul senso e l'importanza che in fin dei conti hanno le istituzioni, le leggi e le convenzioni sociali quando tutta la popolazione si ammala e muore. Il romanzo è ricco di frasi e immagini estremamente poetiche, c'è spazio fino all'ultimo per la lealtà, l'amicizia, l'abnegazione e l'amore. Molti gli esempi di coraggio, forza e determinazione, dimostrati anche dalle donne protagoniste dell'opera. Questo romanzo è molto significativo, poiché fa riflettere sul ruolo di noi umani nel mondo, ricordandoci quanto la vita possa essere breve e imprevedibile e ci porta a comprendere quali siano in realtà i valori più importanti.
L'ultimo uomo
Antesignano della fantascienza apocalittica, sorprendentemente moderno, questo romanzo è un commovente omaggio alle figure di Percy Bysshe Shelley e Lord Byron, uno straziante racconto sulla solitudine.
Romanzo distopico ambientato nel Ventunesimo secolo, L'ultimo uomo narra la storia di Lionel Verney, protagonista e voce narrante, che assiste alla lenta estinzione dell'umanità a causa di una misteriosa e devastante pandemia. Soltanto lui riuscirà a sopravvivere, solo su un pianeta dalla natura più lussureggiante che mai, totalmente indifferente alla fine della specie che credeva di dominare l'universo.
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Anno edizione:2025
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Arianna 25 maggio 2026
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Vale 17 aprile 2026Mai fidarsi dei book influencer
Se non fossi un lettore ostinato, avrei abbandonato questo libro dopo le prime 100 pagine. Assolutamente noioso, pagine e pagine di nulla scritte in una prosa tendente al poetico che rende il tutto ancora più pesante. E quando finalmente scoppia l'epidemia e pensi: ok finalmente la storia assume una diversa profondità... niente, solo ampollose descrizioni della grazia dei veri personaggi e della loro dipartita. Insomma un libro ambientato in un 2100 (perchè questa è l'ambientazione) in cui si parla, si vive e ci si comporta come nel 1800. Assolutamente deludente
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Ciccio 27 marzo 2026Un opera d'arte apocalittica
Inizio nel dire che non è un romanzo per tutti, ha una prosa molto artistica ma è traboccante di descrizioni suggestive che rendono "L'ultimo uomo" di Mary Shelley un'opera d'arte d'altri tempi. Pubblicato per la prima volta nel 1826, il romanzo narra la disperata fuga di un ristretto gruppo di persone che tenta di fuggire dalla pandemia di peste che sta decimando la razza umana. Stroncato dalla critica del tempo e tacciato di blasfemia, (era la prima volta che veniva affrontato il tema dell'estinzione umana) il romanzo è in realtà un'opera poderosa. Lucida e disincantata nel descrivere la fine della nostra società, volta solo alla politica, alla guerra e a mantenere inalterate le suddivisioni in classi sociali. Ma è negli ultimi due capitoli che la Shelley realizza un capolavoro, riuscendo a descrivere minuziosamente la desolazione della Terra vista attraverso gli occhi del protagonista. Azzarda addirittura un po' di speranza dopo tanta distruzione, confermandosi ancora una volta una delle più grandi scrittrici del diciannovesimo secolo, e forse di sempre.
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