*"Il copista" racconta un solo giorno nella vita di Francesco Petrarca, offrendo uno sguardo intimo e umano su uno dei più grandi poeti del Trecento. Ambientato a Padova in un freddo venerdì d’ottobre, il romanzo segue Petrarca alle prese con dolori fisici, ricordi dolorosi e la fatica di completare una nuova canzone. Al centro della vicenda c’è Giovanni Malpaghini, il copista del poeta, la cui fuga apre uno squarcio nella quotidianità del poeta, costringendolo a confrontarsi con la solitudine, la memoria e l’atto creativo in modo ancora più acuto: Santagata lo inserisce nel titolo per mostrare come anche i gesti più ordinari — trascrivere versi, organizzare il lavoro, assistere il poeta nella vita quotidiana — siano parte integrante della sua esperienza creativa, rivelando la dimensione concreta e fragile dell’atto poetico. Santagata ritrae un Petrarca fragile, irritabile e profondamente umano, segnato dalla solitudine e dai rimpianti, ma ancora capace di introspezione e poesia. La narrazione mescola dettagli quotidiani e riflessioni interiori, restituendo il peso delle emozioni, i dubbi esistenziali e la tensione tra memoria e creazione artistica. La scrittura è intensa, meditativa e malinconica, capace di rendere vicine al lettore le inquietudini di un uomo vissuto sette secoli fa. In poche pagine, Santagata crea un ritratto vivo e credibile, dove storia, psicologia e letteratura si intrecciano, mostrando il poeta non solo come artista, ma come essere umano alle prese con la propria finitezza. Un piccolo gioiello di introspezione e sensibilità: affascina, coinvolge e lascia il lettore con la sensazione di aver conosciuto davvero Petrarca, oltre il mito e i libri di scuola. In questa capacità di dare vita ai grandi del passato, di unire erudizione e umanità, si avverte tutta la grandezza di Santagata, e con essa una nostalgia intensa per la sua voce, unica e insostituibile nella letteratura italiana contemporanea.*
Il copista. Un venerdì di Francesco Petrarca
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Marco Santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di Petrarca, di cui restituisce un ritratto profondamente umano.
In un freddo e nebbioso venerdì di ottobre, Francesco Petrarca si sveglia afflitto da dolori allo stomaco. Il cantore di Laura è intento a scrivere una canzone destinata a confluire nel libro delle rime. Tuttavia, la composizione si trasforma ben presto nella personale e tormentata via crucis di un uomo ormai invecchiato e logorato dalle perdite della sua vita. La morte del figlio Giovanni e del nipotino Francesco, portati via dalla peste (come prima la stessa Laura), e poi la fuga del giovane copista Giovanni Malpaghini lo lasciano sempre più solo nella casa di Padova, con l’unica compagnia della serva Francescona. Così, a mano a mano che i versi prendono forma, Petrarca si rivela una persona inquieta e contraddittoria, che ha perdutola fede fino ad essere incapace di credere alla sopravvivenza dell’anima. Con una narrazione malinconica e a tratti impietosa, Marco Santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di Petrarca, di cui restituisce un ritratto profondamente umano.-
Autore:
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Editore:
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Collana:
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Edizione:4
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Anno edizione:2020
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AngelaAngela 13 febbraio 2026
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