Il suo odore dopo la pioggia racconta il rapporto tra l’autore e il suo cane Ubac, un Bovaro del Bernese con cui condivide dieci anni di vita tra montagne, sentieri e quotidianità. Detta così sembrerebbe il classico libro capace di emozionare chi ama gli animali. In realtà, almeno per me, è stata una lettura pesante e profondamente deprimente. Il problema principale del romanzo è che il cane diventa quasi un pretesto per parlare os-sessivamente della morte. Fin dalle prime pagine ogni momento felice viene immediata-mente contaminato dall’idea della futura perdita: il cucciolo che un giorno invecchierà, le passeggiate che diventeranno ricordi dolorosi, la paura continua della fine. Dopo un po’ questo meccanismo diventa ripetitivo e soffocante. A un certo punto il libro smette quasi di raccontare Ubac e si trasforma in una lunga medita-zione sul dolore, sulla fragilità e sull’angoscia della separazione. Capisco perfettamente che dietro queste pagine ci sia un vissuto personale molto forte — durante un incontro del grup-po di lettura è emerso anche il grave incidente avuto dalla compagna dell’autore — ma il ri-sultato finale, almeno su di me, non ha prodotto commozione. Solo tristezza. Le ultime pagine le ho trovate perfino eccessive: la descrizione dettagliata del corpo del ca-ne morto, devastato fisicamente, sporco e circondato dalle mosche, mi è sembrata gratuita e disturbante. Più che emozionare, mi ha allontanato definitivamente dal libro. So che moltissimi lettori lo hanno adorato, come dimostra il voto medio altissimo. Io invece l’ho trovato uno dei libri più pesanti letti negli ultimi anni. Una lettura che non mi ha lasciato tenerezza o amore per il rapporto uomo-animale, ma soltanto un senso di malinconia op-primente.
Il suo odore dopo la pioggia. Io e Ubac, dieci anni d'amore
Io e Ubac, dieci anni d’amore.
Una pubblicità sul giornale locale cambia la vita di Cédric: i cuccioli di un bovaro del bernese cercano casa. L'idea di allontanare la solitudine con un nuovo compagno lo attrae e diventa una certezza quando incontra il cucciolo dal ‘colletto azzurro'. Solo la ricerca del nome è un'avventura. L'attesa è insopportabile, come quando due innamorati sono costretti a separarsi. Il suo arrivo è preparato con grande cura. Ubac, man mano che cresce, occupa, in ogni senso della parola, un posto sempre più essenziale nella vita del narratore. Un legame unico, naturale, assoluto in grado di far riverberare la gioia, il dolore, gli istanti irripetibili che cristallizzano i rapporti e l'inesorabile scorrere del tempo che li trasforma in ricordi. In alcune pagine, ci sembra di sentire l'odore tipico e riconoscibile del cane bagnato dalla pioggia, in quelle successive dimentichiamo persino che il protagonista sia lui e finiamo per assistere increduli e col cuore in gola allo stupefacente racconto della nostra stessa vita. Caso editoriale in Francia acclamato da critica e lettori, è un libro ironico e commovente sugli incontri inattesi che ci regala il destino e che diventano legami indissolubili in grado di rivelarci chi siamo e quale sia la nostra idea del mondo e dell'amore.
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Edizione:9
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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ANDRICCI 27 maggio 2026Io e Ubac: troppa morte, troppo poco Ubac
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lally 22 febbraio 2025
Una storia emozionante, da togliere il fiato e da far piangere tutte le lacrime possibili. Veramente consigliato, specialmente se si ha un cane e si è in grado di comprendere con il proprio vissuto una storia cosi toccante.
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Bookovers 03 gennaio 2025Doloroso ma bello
Per i 2/3 del libro non sono riuscita ad empatizzare al 100% con il protagonista, fino a quando l'inevitabile mi ha travolta come un treno. Possiamo vivere un cane in modi diversi, ma se gli abbiamo voluto bene, vivremo la morte in modi molti simili Questo libro é il racconto di una storia d'amore tra un uomo e il suo cane, e racconta un po' tutti noi che ne abbiamo uno e gli vogliamo un bene smisurato.
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