Molto spesso quando muore uno scrittore molto caro, gli editori cercano sempre di scoprire opere inedite da pubblicare. Questo in sé stesso non è certo un male! Ma per Il Tagliapietre, sviluppato da McCarthy come pièce teatrale, non c’è stata risonanza né teatrale né di lettura. Fu scritta negli anni Ottanta e si colloca in una delle stagioni più feconde dell’autore, subito dopo “Meridiano di sangue” e contemporaneamente alla “Trilogia della frontiera”. Per i critici costituisce un tassello in più per conoscere la sua poetica, come semplice lettrice ho percepito in questa opera una sorta di testamento intimo costruito sulle vicende di una saga famigliare che ha descritto non solo uno spaccato dell’America rurale ma anche il desiderio di vedere in essa quanto di più sano, antico, morale possa rappresentare soprattutto in questi tempi incerti e oscuri per questa nazione. Se avete già conosciuto McCarthy questo libro ve lo farà amare per le considerazioni in esso contenute: la lotta fra tradizione e modernità, il valore intrinseco del “mestiere” come passione e non mera ricchezza, la profondità delle rinunce in contrapposizione alla vita facile. Amatelo per questi messaggi.
Lasciatosi alle spalle San Francisco insieme a quel che gli era necessario lasciare "cioè tutto", Alex Fox approda a La Plata, la soleggiata capitale del minuscolo stato di Andorra, dove spera di poter cominciare una nuova vita. E la scelta sembra quanto mai azzeccata: "chiunque viva in Andorra viene considerato suo cittadino" recita la costituzione, e in effetti sono in molti a mostrarsi subito ansiosi di conquistare le simpatie del nuovo arrivato. Come Mrs Reinhardt, anziana ospite dell'unico albergo in città, che chiede ad Alex di leggere per lei; o Sophonsobia, mattona della potente famiglia Quay, che certo non sarebbe contraria a una liaison tra lui e l'amabile figlia Jean; o i coniugi Dent, che ben presto lo mettono a parte dei lati meno limpidi del loro matrimonio. Man mano che approfondisce le sue nuove conoscenze, sempre più coinvolto nella vita sotterranea di Andorra, Alex si renderà conto di non essere il solo a fuggire dal proprio passato, fino a scoprire "le stanze grigie e senza finestre dietro al favoloso scenario". E quando due cadaveri emergeranno dalle acque del porto di La Plata con chiari segni di morte violenta, lui sarà fra i principali indiziati: la tragedia, è fatale, non può essere trascesa, né cancellata o dimenticata.
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Anno edizione:2014
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Loredana 13 gennaio 2026La forza delle tradizioni
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GV 08 novembre 2025Cameron = Garanzia
il libro mi è piaciuto sin dalla prima pagina, La storia è molto avvincente ma allo stesso tempo si respira quell'aria tranquilla che si vive in Andorra. L'unica cosa disturbante è che nel paesaggio viene inserito il mare quando poi sui Pirenei Appunto non c'è sbocco sul mare.Volendo dare una chiave di lettura al romanzo, forse nell'ultima pagina si capisce perché Andorra abbia il mare e quindi alla fine il tutto acquista significato.
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Mimmo 30 gennaio 2025Catartico
Anche questo libro di Cameron risulta essere molto piacevole nella lettura. Chi non ha mai pensato di mollare tutto e ricominciare da capo da qualche altra parte dove nessuno ci conosce. Ma certamente non possiamo fuggire da noi stessi. Mi mancano già i personaggi raffinati di questo racconto..
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