I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento - Carlo Ginzburg - copertina
I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento - Carlo Ginzburg - 2
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Letteratura: Italia
I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento
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Descrizione


Il significato e le origini della stregoneria in uno studio radicalmente innovativo

«Un'opera rivoluzionaria che affascinò non solo gli storici, ma anche letterati come Giorgio Manganelli, e segnò l'inizio fulminante della carriera dello storico italiano attualmente più noto a livello internazionale» - Massimo Rospocher, la Lettura

Nel leggere le testimonianze di questi contadini friulani, uomini e donne, vissuti tra '500 e '600, si è afferrati, come lo furono gli inquisitori, dallo stupore che si prova di fronte a qualcosa di assolutamente inaspettato. «Di notte, in casa mia, et poteva essere quattro hore di notte sul primo somno» racconta il benandante Paolo Gasparutto «mi apparse un angelo tutto tutto d'oro, come quelli delli altari, et mi chiamò, et lo spirito andò fuori ... Egli mi chiamò per nome dicendo: "Paulo, ti mandarò un benandante, et ti bisogna andare a combattere per le biade" ... Io gli resposi: "Io andarò et son obediente"». Spinti dal destino perché nati con la camicia - cioè involti nel cencio amniotico - i benandanti combattevano in spirito, tre o quattro volte all'anno, armati di mazze di finocchio, contro gli stregoni armati di canne di sorgo, per assicurare l'abbondanza dei raccolti. Gli inquisitori si convinsero che dietro questi racconti si nascondeva il sabba diabolico: i benandanti non erano nemici di streghe e stregoni, come affermavano, bensì streghe e stregoni essi stessi. Dalle voci di Anna la Rossa, di Olivo Caldo, di Michele Soppe e di tanti altri, pur filtrate dai notai dell'Inquisizione, emerge uno strato profondo di credenze contadine, altrove cancellate. Oggi i benandanti, per tanto tempo dimenticati, viaggiano in spirito per il mondo: dall'Europa, alle Americhe, alla Cina.

Dettagli

30 settembre 2020
311 p., Brossura
9788845935206

Valutazioni e recensioni

  • Paolobernardi
    La Storia a servizio della Verità

    La Storia serve sempre la Verità, lo sappiamo. La novità però è che qui si fa luce sul tema controverso di una misteriosa comunità a metà tra stregoneria e furori mistici durante il Cinquecento in Friuli! Insomma, non proprio quello che si dice un argomento di dominio pubblico. Eppure, Carlo Ginsburg, con il suo stile chiaro e le centinaia di fonti da lui citate, riesce egregiamente a raggiungere l'obiettivo, senza scadere mai in facili ammiccamenti.

  • Davideprig
    Saggio storico dal fascino profondo

    Ginzburg in questo saggio ci porta attraverso i secoli a riscoprire la magia dei riti agricoli nel nord Italia. in particolare affronta la lotta tra benandanti (streghe e stregoni positivi) e streghe e la loro evoluzione, non solo storica ma anche a livello di percezione e interpretazione da parte dell'Inquisizione e della società. oggi che sono tornate di moda le letture su streghe e magia questo è un saggio assolutamente necessario per capire la storia e il folklore nord italiano.

Conosci l'autore

Foto di Carlo Ginzburg

Carlo Ginzburg

1939, Torino

Figlio di Leone Ginzburg e Natalia Ginzburg (nata Levi) ha studiato alla Normale di Pisa e ha insegnato all’Università di Bologna, ad Harvard, Yale, Princeton e UCLA (University of California at Los Angeles), oltre che alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha pubblicato numerosi libri tra cui, presso Einaudi, I benandanti (1966), Il formaggio e i vermi (1976), Indagini su Piero (1981), Miti emblemi spie (1986), Storia notturna (1988), Il giudice e lo storico. Considerazioni in margine al processo Sofri (1991, ristampato con aggiornamenti presso Feltrinelli nel 2006). Presso Feltrinelli ha pubblicato inoltre Occhiacci di legno (1998, Premio Viareggio), Rapporti di forza (2000), Nessuna isola è un’isola. Quattro sguardi sulla letteratura inglese (2002), Un...

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