In partibus infidelium. Appunti su alcuni poeti in dialetto dell'Italia repubblica
Il libro raccoglie scritti su opere di poesia edite fra il secondo Novecento e l’inizio del Duemila. Gli autori in oggetto, senza limiti geostorici di sorta, hanno preso le mosse dal meridiano più a sud dell’Italia, da microluoghi ben definiti della Basilicata (Pierro, Brancale), della Calabria (Luzzi, Maffia), della Sicilia (De Vita), nel momento in cui ne hanno avvertito maggiormente lo stato di derelizione. Hanno in comune l’essere andati alla ricerca dell’adito più stretto e impervio per entrare nel serrato mondo delle lettere: senza una storia, senza poter contare su un patrimonio di esperienze, di riti, di testi, fondando una loro mitografia, una loro tradizione. Sono stati interpreti di dialetti/idioletti nella tipologia più periferica, marginale e arcaicizzante: quelli più vergini, i più consentanei per esprimere l’essenza della verità. Giammai rassegnati alla ‘morte dei dialetti’, postumi, hanno vissuto la condizione privilegiata di essere primi e (probabilmente) ultimi a scriverli.
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Anno edizione:2016
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