Il titolo originale dell'opera è "Prefazione sulle prospettive del cristianesimo". Il libro infatti riproduce la prefazione all'opera "Androloco e il leone", dello stesso Shaw, commediografo e premio Nobel per la letteratura. Lo scritto cerca di presentare Gesù di Nazareth come possibile uomo politico. L'intero testo si basa sulla convinzione che il Nuovo testamento presenti due storie diverse per due alternative tipologie di lettori. Una "è la vecchia storia di come abbiamo guadagnato la salvezza attraverso il scarificio e l'espiazione di un personaggio divino". In questa prima versione, da attribuirsi agli apostoli, in particolare Pietro (riferimento per la chiesa cattolica) e Paolo (riferimento per quella protestante), si esclude qualsiasi spazio alle idee politiche, economiche e morali di Gesù. E' la fede che salva, non specifiche opere. L'altra storia è quella invece di un profeta che dopo aver espresso concetti pratici tutt'oggi validi alla fine "perde la testa, si convince di essere una divinità e sulla base di questa illusione viene processato e subisce una crudele esecuzione, con la certezza di risorgere dalla morte". In questa seconda visione contano molto le posizioni politiche, morali ed economiche poste da Gesù, che è un modello esemplare. Non c'è spazio per la superstizione. Non mancano velate critiche a Marx, anche se continuamente si riporta al comunismo di matrice cristiana. Sarebbe forse meglio dire di matrice gesuana. La componente religiosa che in qualche modo può sembrare più accettabile, anche se tra le righe, è quella quacchera. Siamo ben lontani dallo Shaw che arriverà a sostenere la necessità dell'azione di Stalin o di Mussolini. Shaw non era né un filosofo, né un politologo. Il suo era un approccio "artistico" e come tale non influenzato dalla necessità di piena coerenza del sistema di pensiero, ma piuttosto espressione di inspirazioni radicate ed responsabilizzanti intuizioni
Sia fatta la sua volontà
Chiarelettere propone la prima traduzione italiana della "Prefazione sul Cristianesimo" scritta da George Bernard Shaw nel 1915 e pubblicata nel 1916 come introduzione alla commedia "Androclo e il leone". Il testo è stato suddiviso in tre parti: una prima parte in cui l'autore introduce le ragioni del suo scritto e la necessità di una rilettura del cristianesimo in chiave politica; una seconda parte in cui l'autore rilegge i vangeli in maniera critica, rilevandone punti di forza e debolezze; una terza parte, nella quale Shaw presenta la vera e inattuata proposta politica cristiana, di egualitarismo radicale nella distribuzione del reddito, di critica dell'idea di giustizia come vendetta o espiazione, di ripensamento necessario dei rapporti tra esseri umani, ingabbiati in dinamiche e convenzioni come la famiglia e il matrimonio che, alla maniera in cui sono strutturati, negano l'evoluzione e la fioritura della persona. Premessa di Luigi Zoja.
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Anno edizione:2011
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RafDob 14 dicembre 2021Interessante
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