Romanzo struggente che racconta con lucidità e dolore la sofferenza di un popolo.
Il libraio di Gaza
Il romanzo che ha commosso gli editori di tutto il mondo.
«Nella città di Gaza, ogni mattina Nabil apre la sua libreria sotto le bombe. Lui sa che leggere Shakespeare fra le case in macerie, regalare un libro invece che venderlo sono gesti di una radicalità assoluta. Nabil non ha risposte, lui ha "solo" libri, ma i libri sono dei luoghi dove si respira quando manca l'aria.»
Julien Desmanges è un fotografo francese inviato a Gaza. Un mattino, girando per le stradine più nascoste della città, incappa in un uomo seduto davanti alla sua bottega. Ai piedi e ai lati pile di libri vecchi e meno vecchi: Julien capisce subito che sarebbe uno scatto perfetto, e domanda all’uomo il permesso di fotografarlo. E Nabil, questo il nome del libraio, glielo concede, ma solo dopo avergli raccontato la sua storia. Perché sono le parole che danno profondità all’immagine. Con un bicchiere di tè alla menta in mano, Julien ascolta allora la storia di Nabil, dall’esodo alla prigione, dall’impegno alla disillusione politica, dall’amore ai figli, dagli studi al teatro, dalle speranze al dolore di vedere soffrire chi si ama. Si dice che quando muore un vecchio, brucia una biblioteca intera: ed è questa verità che Nabil svela agli occhi del fotografo. In un racconto disseminato dei libri che hanno segnato la sua esistenza, il libraio narra la storia di un uomo tenacemente aggrappato all’idea che a ogni pagina che volterà sarà più libero.
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Edizione:5
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Paola 01 luglio 2026Romanzo doloroso
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Simone Bertolini 02 maggio 2026Straordinario! Un libro che tocca nel profondo.
Un romanzo straordinario che ripercorre la vita di Nabil, un libraio dal cuore buono, che fa della cultura il suo scudo per proteggersi da tanta violenza e ignoranza. Nabil nasce, cresce e diventa uomo condividendo il tragico destino che, ancora oggi, milioni di bambini palestinesi conoscono: un destino dove nulla è certo. L’unica cosa certa è quella di provare a vivere in un presente ferito, dove anche il cielo piange la morte di chi innocentemente ha la colpa di essere nato nel “posto sbagliato”. Questo libro l’ho scelto per caso o, forse, è lui che ha scelto me, un po’ come è accaduto a coloro che sono entrati nella libreria di Nabil e che, spero, catturi anche voi, sospinti da questa recensione. Non svelo altro. Rimarrete stupiti. ~ Simone Bertolini, 20 anni
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S_amara 09 febbraio 2026Una lettura necessaria!
Libro che si legge tutto d'un fiato, duro e poetico, è una lettura, oggi più che mai, necessaria! Ho acquistato sia la versione cartacea (che ho regalato) sia quella digitale (che ho trovato molto funzionale).
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