Un libro che ti entra dentro e non ti abbandona più. 'Questa feroce bellezza' di Giuseppe Galliani è un’opera potente, profonda e vibrante. Una lettura assolutamente imperdibile che ti travolge dall'inizio alla fine. Cinque stelle meritatissime!
Questa feroce bellezza
Un romanzo teso come un crime, in cui il linguaggio diviene dimora dell’anima, atto di redenzione del mondo attraverso la bellezza.
– Chi non c’è nato pensa che ci sia spazio quassú. Che gli altipiani siano vasti e che ci sia posto per tutti, – disse Costinel, – ma non è cosí. È un luogo per esseri ostinati: sementi trasportate dal vento capaci di radicarsi tra i calcari. Il timo calpestato dalle pecore rilasciò un soffio invisibile che investí i due cavalieri e la ragazza lo inspirò. In una conca resisteva un po’ di neve. Qualcuno aveva abbandonato un sudario sulle ossa della terra, e Iman arrestò il cavallo come se volesse raccoglierlo. Poi la sua voce tremò. – Era su un letto di erba e foglie… – disse.
«Quella di Galliani è una lingua molto colta e ricercata, anche se è volutamente nascosta: sa essere lieve e lirica, precisa e feroce, dura e poliedrica.» - Simone Innocenti, La Lettura
«Galliani non fa sconti a nessuno, neanche al suo territorio, che sembra un concentrato di vite di riserva: trafficoni, delinquenti, assassini spietati.» - Sergio Pent, Tuttolibri
«È una storia che costruisce un territorio, retto da una geografia morale intorno alla Fossa Bradanica, dove la legge arriva tardi e ogni scelta produce scorie. È un Southern, non un western.» - Angelo Carotenuto, la Repubblica
In una terra arsa e modellata dal vento, percorsa da profughi, assassini e peccatori in cerca di riscatto, un uomo prova a fare giustizia per un innocente. Ma la verità ha un prezzo e sono in molti a volerla nascondere. Giuseppe Galliani riporta i gesti umani alla loro radice primordiale in un esordio di purezza feroce, che esplora il confine tra violenza e grazia. Il tenente della Forestale Ian Dabrowski è arrivato da un anno in una delle ultime steppe d’Europa, fra l’Altopiano Murgiano e la Fossa Bradanica, e ha imparato presto che la frontiera promessa può trasformarsi in un campo di battaglia. Nel pieno di un inverno nevoso, il dodicenne Gheorghe Bunget viene ritrovato senza vita. Il caso è archiviato come suicidio, ma il forestale non è convinto. Inizia così la sua indagine ufficiosa per scoprire che cosa è davvero accaduto, mentre il fratello del ragazzo, accecato dal dolore, è determinato a vendicarsi. Le loro strade incrociano quelle di individui senza scrupoli, giunti da ogni parte per prendersi ciò che resta di un miraggio di libertà. Sullo sfondo di un paesaggio che è specchio e palcoscenico del destino, si consuma una tragedia in cui non c’è salvezza possibile, solo il riconoscimento dell’ordine profondo delle cose.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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KEVIN AMATO 27 ottobre 20265 STELLE MERITATISSIME!
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OMAR LETTORE 22 ottobre 2026TASSELLO DI ALTISSIMO PROFILO
Questa feroce bellezza rappresenta un tassello di altissimo profilo nel panorama contemporaneo, un’opera che la giuria di un grande premio letterario non dovrebbe lasciarsi sfuggire. La maestria di Giuseppe Galliani sta nel prendere la struttura del noir per superarla immediatamente, regalandoci una prosa scultorea in cui ogni frase ha un peso specifico sorprendente. Non c'è una parola di troppo: la tragica vicenda del giovane Gheorghe Bunget diventa la lente attraverso cui analizzare l'anima di un intero territorio, sospeso tra la maestosità della natura e la brutalità delle logiche criminali. Consacrare questo libro con un riconoscimento prestigioso vorrebbe dire premiare un'arte del racconto rara, capace di unire l'impegno civile alla pura poesia visiva. Galliani firma un capolavoro di sintesi e intensità che ha tutte le carte in regola per ascendere ai vertici delle classifiche di merito della narrativa italiana.
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ALGISI SUD LETTORI 08 luglio 2026Il respiro leggendario della Frontiera murgiana
Questo libro rapisce all'istante, imponendosi per la sua forza espressiva fin dal primo rigo. Giuseppe Galliani mette in mostra un talento stilistico superbo, orchestrando un italiano nitido, elegante e calibrato al millimetro, in grado di tradurre in pura melodia gli stati d'animo più tormentati. Con questa sua prima opera, Galliani non si limita a narrare, ma si consacra come un vero e proprio mito letterario del nostro territorio, un antico aedo moderno che dà voce al silenzio arcaico del Sud. La sua penna si fa regista della parola, dotata di una potenza visiva talmente geometrica da trasformare la spietata steppa della Murgia pugliese in una leggendaria terra di nessuno. In questo scenario arso e solenne, la narrazione assume un respiro profondamente cinematografico, un'architettura visiva formidabile capace di fondere la cruda epica rurale di Taylor Sheridan alle fiammate narrative e alla suspense elettrica di Quentin Tarantino. Tra le righe emerge la statura morale e l'immensa empatia di uno scrittore straordinario, capace di accostarsi alle piaghe umane con un garbo fuori dal comune, bilanciando l'amarezza del dolore con la dolcezza del lirismo. Un'esperienza letteraria magnetica, un gioiello prezioso che si fissa stabilmente nella memoria e nel cuore di chi legge.
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