Bellissimo.....ho letto con grande emozione la storia di Aryna ... piacerà per la sua profondità...
La ragazza d'aria
Andreea Simionel scrive una storia toccante sull'adolescenza come terra di confine, l'amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott'acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.
«C'è, in questa voce che colpisce e ammalia, una forza primigenia. Un romanzo che pulsa, capace di parlare al nostro fragile presente.» - Silvia Avallone
«Forse questo è proprio un romanzo di purezza: un romanzo che racconta che perdere la purezza è una conquista, un lavoro, un obiettivo, una lotta.» - Antonella Lattanzi, Corriere della Sera
Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che inizia a stringere, ogni giorno controlla di più: il pensiero, gli affetti, il cibo. Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perché Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell'Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l'Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza.
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Anno edizione:2026
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Vittoria 06 maggio 2026Bello
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FEDERICA 21 marzo 2026Commovente
Aryna ha fame di aria, il mondo circostante non la fa respirare. Arrivata a quattordici anni dalla Romania con la famiglia, cerca di inserirsi come meglio può in una nuova città che pur essendo grande, un po' la comprime. A ribellarsi è il suo corpo che non riesce ad accogliere cambiamenti, imposizioni e modi di vivere che non gli appartengono. Come il pesce che quasi protegge la ragazza in copertina, Aryna boccheggia. Respira ma a fatica. Ha una bocca ma non riesce a esprimere le sue fragilità e per questo al suo posto lascia parlare la sua immagine. Cerca quasi di scomparire, cancellare sé stessa fino a diventare invisibile. Sente troppo ciò che le accade e forse gli altri sentono troppo poco per accorgersene. Quando accade la reazione è forte. L' attacco, la prevaricazione di fronte a una malattia che è prima di tutto dell' anima. Una cicatrice dalla quale non si guarisce mai veramente se non esternando ciò che si cova dentro. Il cibo è un mezzo. Può stare dentro o fuori ma è un palliativo. Un' idea di autoregolazione che finisce per controllare Aryna. La sua vita cambia e dall' iniziale rabbia, la consuetudine routinaria la rende più tranquilla. Col tempo diventa l'incertezza ciò che la scuote. A farle compagnia soprattutto le parole, i libri e la scrittura. Un ponte fatto di lettere e inchiostro che la aiuta a buttare fuori sé stessa, senza più nascondersi. Ecco, questo sì che è un libro che "finalmente" definirei commovente. Un incrocio di soggettività, familiarità, società. Una storia attuale e purtroppo molto comune che ci spinge a riflettere; soprattutto su come a volte siamo convinti di fare del bene alle persone che amiamo e in realtà le portiamo all' autodistruzione. La penna dell' autrice è molto precisa e affinata. Il libro si comincia e si finisce anche se sembra infinito, in senso buono. È come se le pagine si ricaricassero e si rigonfiassero di significato a ogni giro di carta. Meraviglioso, credo meriti tanto.
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