Lo scrittoio di Leopardi. Processi compositivi e formazione di «tópoi»
L'autore dei "Canti" ha perseguito per tempo, con metodo coerente, una tenace ricerca di scelte semantiche e stilistiche volta alla formazione di tópoi che s'impongono nella sua poesia anche in fasi sempre più avanzate e complesse e in mutate condizioni di spinto. Questo studio molto innovativo indica e analizza riprese, finora insospettate, eseguite dal poeta non solo da autori dell'antichità classica e della tradizione moderna, ma anche da alcune traduzioni di opere straniere: sia creative, come nel caso del "Werther", sia teoriche, come nel caso della "Philosophical Enquiry" di Burke o delle "Lectures" di Blair (che Giacomo richiamava già nel suo giovanile "Discorso sopra Mosco"). Molto numerosi sono i riscontri e i confronti testuali e intertestuali la cui piena legittimità è certificata dall'originale riscrittura o riformulazione di tropi in cui il poeta recanatese racchiude il segreto fascino di un'arte somma.
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Anno edizione:2011
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