Lo scrittoio zoppo
A volte, per parlar dei casi umani, / di ciò che vile discrezion ci vieta, / far ragionar bisogna gli animali, / che con gli uman dividono il pianeta. / Se a parlare son pecore e maiali, / chi accusarmi potrà di corbellare / i vizi altrui, dell'uom magagne e mali? Giunto all'età in cui si trova più gusto nel far la morale altrui che non nel passare il tempo fra gli spassi, C.Achis, ha deciso di fare suo il motto latino castigat ridendo mores; ovvero, riprendere i costumi con il riso. In questo libro, come altri favolisti prima di lui, come Esopo, Fedro, La Fontaine, Trilussa, egli fa parlare gli animali, le cose, le persone, prendendo bonariamente per i fondelli le storture della società. Con le sue favole egli ridà voce in capitolo al popolo; che, per il solito, ne ha poca, e, come la povera statua di Pasquino, non ha nemmeno il privilegio di possedere un volto. Le favole contenute in questo volume sono caratterizzate da una satira a volte scanzonata, altre mordace e pungente, ma mai volgare. I versi di C. Achis sono limpidi e sinceri, colmi di quella vivacità di chi ama ridere con gli altri e non degli altri.
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Anno edizione:2025
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In commercio dal:16 gennaio 2025
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