Se Dio non esiste tutto è permesso? Etica senza Dio
"Se Dio non esiste tutto è permesso" è la frase famosa che Fëdor Dostoevskij fa pronunciare a Ivan Karamazov nel romanzo "I fratelli Karamazov" significando che con la morte di Dio viene meno la morale. In realtà non ogni morale viene meno, ma solo quella che ha fondamento religioso. Il cristiano vede crollare tutti i capisaldi del suo universo morale (comandamenti divini, peccato, giudizio finale, inferno e paradiso, vita eterna) e cerca di aggrapparsi ai "tradizionali valori cristiani", che appaiono però in buona parte obsoleti. Nostalgie, rimpianti sono inutili: Dio è morto e non si può resuscitarlo né si può continuare a credere a ciò che si sa essere falso. Il problema è, dunque, quello di elaborare un'etica laica a misura dell'uomo moderno. È ciò che l'autore fa facendo leva sulla coscienza morale che è nell'uomo e lo guida nella scelta tra il male e il bene. I nuovi valori sono fondamentalmente quelli elaborati dalla civiltà occidentale moderna (libertà, democrazia, diritti civili), che trovano espressione nella nostra Costituzione e nella "Dichiarazione universale dei diritti umani". L'autore si sofferma a difenderla nel contesto etico-politico che la vede sotto attacco.
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:27 gennaio 2026
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