E’ un libro difficilmente definibile. Parla sostanzialmente di storia, ma non è semplicemente (a mio parere) un romanzo storico. E’ il racconto di 500 anni di storia visti da uno scoglio piazzato nel nord della Sicilia (il Brigantino del titolo) intorno al quale si svolgono vicende sostanzialmente private, ma emblematiche della Storia che vi scorre intorno. La prima parte, ambientata nel ‘500 tratta dello scontro tra cristiani e musulmani nel mediterraneo infestato dei pirati. Di rapimenti e riscatti, di affari e complicità (e nonostante sembri un’allegoria del presente è storia documentata). Una seconda parte, ambientata nella metà dell’800 vede la nascita del nuovo regno d’Italia e di una nuova classe imprenditoriale (la pesca industriale del tonno fatta intorno al solito scoglio). L’ultima, ambientata ai giorni nostri, tratta del declino del territorio sfruttato e violentato da nuovi pirati (sopravvivrà lo scoglio?). Consigliatissimo
La senia del Brigantino
Al tempo della jihad di mare le rotte dei corsari barbareschi incrociarono quelle dei tonni attesi nelle reti di tonnara sotto costa. La sagoma del Brigantino, col suo sperone di roccia, evocava tra i naviganti "la visione di uno sciabecco panciuto alla cappa sotto il capo della Fetenia", pronto a muovere all'arrembaggio. Bartolomeo Comede fu rapito all'età di tre anni dal Barbarossa nel sacco di Lipari e, portato a Istanbul, fu circonciso. Domenico Cortulillo della Giusa cadde in potere di Mami Patti passato all'Islam diventando rais di una galera di corsa. «Chi m'avissi a tò maritu carzaratu e pi scavu vinnutu in Barbaria» era làstima corrente tra i cristiani della terra della Giusa e di Patti cattivati nei bagni di Tunisi e Biserta, in attesa di riscatto prima di essere messi al remo o di essere circoncisi convertiti ad Allah mettendosi il turbante in testa. Una guerra di mare se com'è vero arrivò da noi, con le poste borboniche, la lettera di Mesacitte Reabbo, arabo mercante, che scriveva gli facessero la finezza di sapere dove stava suo fratello che lui lo voleva riscattare o scambiare: un cristianesco per un barbaresco. Il Brigantino, lo scoglio fermo e sperso nell'azzurro del mare, con le mura di pietra morsa dal vento di maestrale, nel suo grembo incantato raccoglie la memoria di queste e altre storie di polene e occise di tonni ormai scomparsi, somigliante al relitto di uno sciabecco alla deriva con la sua polena di delfino.
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Anno edizione:2015
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