Sentieri selvaggi (DVD) di John Ford - DVD
Sentieri selvaggi (DVD) di John Ford - DVD - 2
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Sentieri selvaggi (DVD)
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Descrizione


Finita la guerra di Secessione, Ethan torna a casa. Ritrova il fratello, la cognata, le loro due figlie Debbie e Lucy e il figlio adottivo Martin. Il reverendo Clayton con un gruppo di coloni convince Ethan e Martin a unirsi a loro per dare la caccia agli indiani. Mentre gli uomini sono via, i Comanches attaccano la fattoria, massacrano i genitori e rapiscono le due ragazze...

Dettagli

1956
DVD
8023562016236

Informazioni aggiuntive

  • Western Movies Collection, 2019
  • A&R Productions s.a.s.
  • nuova edizione rimasterizzata in alta definizione
  • Italiano (Dolby Digital 2.0);Inglese (Dolby Digital 2.0)
  • Italiano
  • 1,77:1

Conosci l'autore

Foto di John Ford

John Ford

1895, Portland, Maine

"Nome d'arte di Sean Aloysius O'Feeney, regista statunitense. Di etnia irlandese, a diciott'anni, lascia la fabbrica in cui lavora e raggiunge il fratello maggiore, Francis, già impegnato come attore e regista a Hollywood, assumendo il nome di John, che subito cambia in Jack, mutando anche il cognome in Ford. Come Jack F. dirige, tra il 1916 e il 1923, una serie di film d'avventura per la Universal, in particolare molti two reels con H. Carey. Riprende il nome John per dirigere Il cavallo d'acciaio (1924), un western di grande successo che già rivela un'alta padronanza del mezzo. Tra due rulli, medi e lungometraggi sono decine i film che il giovane F. firma. Quattro anni dopo, nel 1928, realizza L'ultima gioia (insulso titolo italiano di Four Sons), con il quale vince il premio...

Foto di John Wayne

John Wayne

1907, Winterset, Iowa

"Nome d'arte di Marion Michael Morrison. Attore statunitense. Icona assoluta del western classico e protagonista ricorrente del cinema bellico dalla filmografia sterminata (oltre duecento titoli), personifica solidità morale, lealtà, patriottismo ed energico spirito d'azione: sintesi archetipica dei valori americani tra conflitto mondiale e guerra fredda. Promessa sportiva della University of Southern California, l'aitante «Duke», come era soprannominato, si mantiene facendo l'attrezzista alla Fox. È J. Ford, con cui stringe amicizia, a offrirgli le prime fugaci apparizioni (La casa del boia, 1928) e proporlo quale protagonista per Il grande sentiero (1929), epopea dell'Ovest di R. Walsh. Mutato il nome in J.W. affronta il western di serie B per Warner Bros e Monogram con ritmo alacre (dieci...

Foto di Jeffrey Hunter

Jeffrey Hunter

1926, New Orleans, Louisiana

"Nome d'arte di Henry Herman McKinnies jr., attore statunitense. Sotto contratto alla Fox nel 1951, a spasso tra vari generi, si rivela più credibile in western originali (Tre ragazzi del Texas, 1954, di H. Levin; La grande sfida, 1956, di R.D. Webb), che gli servono come palestra per il passaggio alla Warner. Qui affianca J. Wayne nel più estremo dei suoi ruoli (Sentieri selvaggi, 1956) e, sempre per Ford, affronta poi un western problematico su temi razziali (I dannati e gli eroi, 1960), passando per un'opera «irlandese» (L'ultimo urrà, 1958) dello stesso regista e per il western atipico La vera storia di Jess il bandito (1957) di N. Ray, che lo consacra nel ruolo di un Gesù Cristo (Il re dei re, 1961) mai così biondo e ceruleo."

Foto di Vera Miles

Vera Miles

1929, Boise City, Oklahoma

"Nome d'arte di V. May Ralston, attrice statunitense. Esordisce nel 1951 e sposa G. Scott, il Tarzan del momento. Funzionale al western più teso e antimanicheo (Wichita, 1956, di J. Tourneur) è scelta da J. Ford per un ruolo minore in Sentieri selvaggi (1956), ma è A. Hitchcock a farne una protagonista di vitale drammaticità in Il ladro (1956), affidandole un altro ruolo chiave in Psyco (1960; personaggio ripreso in Psycho II, 1983, di R. Franklin). Ancora una volta al servizio del Ford crepuscolare di L'uomo che uccise Liberty Valance (1962), passa alla Disney in commedie zuccherose (I ragazzi di Camp Siddons, 1966, di N. Tokar) e western per famiglie (Un piccolo indiano, 1973, di B. McEveety). Si distingue anche in tv per buone prove drammatiche (Il giudice Horton, 1976, di F. Cook)."

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