Sonetti d'amore e Stanze della morte
Offrire al lettore italiano una ampia traduzione delle poesie di Jean de Sponde (1557-1595) nasce dalla convinzione che tradurre, oggi, un poeta di cinque secoli fa non sia un esercizio di mera filologia ma al contrario un segno di rinnovamento: come accade spesso nei “Libri dell’Arca” (cito fra tutti "Délie" del poeta contemporaneo di Sponde, il lionese Maurice Scève), il desiderio è fare della traduzione un atto non lontano dall’autonoma creazione poetica. Dall’opera di Sponde ci arrivano temi poco trattati nelle raccolte di versi di quel secolo, come la costanza morale, lo stoicismo etico, la visione cosmologica, i riferimenti paesaggistici. La voce del poeta non soffre di languori e di manierismi: è attenzione amorosa alle leggi della filosofia e del pensiero, è passione conoscitiva.
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Anno edizione:2026
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