La sonnambula - Bianca Pitzorno - copertina
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La sonnambula - Bianca Pitzorno - 3
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Letteratura: Italia
La sonnambula
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Descrizione

Libro incluso nella sestina finalista del Premio Strega 2026

Una bambina abitata da un dono.
Quattro donne che vogliono conoscere il loro futuro.

Un romanzo sul potere del pensiero femminile.

«Mostro un'isola anche borghese dove le donne sopravvivono al mondo maschile attraverso la parola e libertà segrete.» - Bianca Pitzorno intervistata da Cristina Taglietti per La Lettura


Di rado il destino si rivela fin dall'infanzia: ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze. Comincia così, in una città della Sardegna, l'avventura di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula”, donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell'animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano. La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d'oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta... Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d'avventura e d'amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile. Attraverso la sua straordinaria avventura Bianca Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda che grazie alla nostra forza d'animo, razionalità e fantasia siamo noi a scrivere le nostre vite.

Proposto da Roberta Mazzanti al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:
«Non chiedetevi a quale genere appartiene questo romanzo, ma abbandonatevi al piacere di una narrazione che Bianca Pitzorno mantiene in equilibrio tra realtà e invenzione: come un’acrobata tra romanzo picaresco, sentimentale, fantastico e storico, riattraversa tradizioni popolari e colte, ne ribalta le convenzioni e ci trascina in una sarabanda sorprendente, dove ogni frammento si fonda su un dato storico e si fonde con l’invenzione romanzesca. La vicenda della Sonnambula nella Sardegna di fine Ottocento sfugge al pittoresco perché radicata in ricerche d’archivio e memorie familiari; evita gli stereotipi del femminile perché le protagoniste sono donne normali ed eccentriche, che nei consulti con la Sonnambula trovano il coraggio di sottrarsi alla sottomissione ai costumi tradizionali. Geniale è la rappresentazione della relazione fra la Sonnambula e le sue clienti come una “terapia di parola”: forse nessun potere sovrumano, ma la capacità di ascoltare e trarre consigli preziosi. Così il lettore sospende l’incredulità di fronte a personaggi reali più fantastici degli inventati, fino al lieto fine che rovescia i ruoli di genere nella libertà nomade del circo.»

Tropes e temi

Dettagli

5 gennaio 2026
416 p., Brossura
9788830153097

Valutazioni e recensioni

  • Lara79
    Imbarazzante

    Non posso credere sia candidato al premio Strega. Sembra una storiella inventata da una bambina. Una storia per nulla interessante e molto banale.

  • Maurolu
    Ottima base per una telenovela

    La Pizzorno con questo suo ultimo romanzo , inficia tutte le cose interessanti che ci aveva proposto nelle sue ultime fatiche . Trama banale e poco credibile soprattutto se rapportate alla Sardegna del tempo che fu , un susseguirsi di assurdità e una continua menzione di luoghi comuni per non parlare di un buonismo esasperato, sembrerebbe scritto da un altro autore. Da dimenticare !!!!

  • Maria
    Scritto bene ma niente di che

    Il romanzo risulta ben scritto, interessante lo spunto iniziale . È un affresco anche sulla situazione della donna a fine ottocento, Ma boccio decisamente il finale , sciocco e di nessuno spessore degno solo di un romanzetto rosa di scarsa qualità. Peccato!

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Foto di Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno

1942, Sassari

Bianca Pitzorno è una delle voci più originali e versatili della narrativa italiana contemporanea. Nata a Sassari nel 1942, ha affiancato per decenni alla scrittura un’intensa attività come autrice televisiva, sceneggiatrice, traduttrice e promotrice culturale. Dopo la laurea in Lettere classiche e una specializzazione in cinema e televisione a Milano, ha lavorato a lungo per la RAI, contribuendo alla creazione di programmi entrati nella memoria collettiva, da Chissà chi lo sa? a L’albero azzurro.Dagli anni Settanta a oggi ha pubblicato più di sessanta opere – tra saggistica e narrativa – vendute in milioni di copie e tradotte in numerosi paesi. Ha reso la letteratura per l’infanzia un laboratorio narrativo denso e complesso,...

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