Per il tema trattato l’autrice non si risparmia, un diretto allo stomaco di Tyson farebbe senz’altro meno male. Ti toglie il fiato e in certi momenti vorresti interrompere la lettura. Alla fine, quando sei rilassato convinto che altro non può accadere e invece…arriva la mazzata finale!!! Sconsigliatissimo per chi ha uno stomaco debole e una sensibilità acuta. Pe le neo-mamme e mamme future..bhe!! i…lasciamo perdere!!!
Un thriller psicologico dalla suspense raffinata che esplora gli abissi del rapporto tra madri e figlie.
Essere madri è il mestiere più difficile del mondo. Una verità incontrovertibile, soprattutto per una donna come Blythe. Eppure, nonostante la sua storia, ci aveva provato ad avere la famiglia perfetta. Pensa a questo ora, seduta in macchina alla vigilia di Natale, mentre spia la nuova vita di suo marito, e due occhi la spiano di rimando: Violet, la sua enigmatica figlia. Negli anni, Blythe si è chiesta se sia stata la sua infanzia fatta di vuoti e solitudini a impedirle di essere una buona madre, o se invece qualcosa di incomprensibile e guasto si nasconda dietro le durezze e lo sguardo ribelle di Violet. Quando ne parlava con Fox, il marito ormai ex, lui minimizzava, fino al giorno di quel tragico incidente che ha cambiato le loro vite. Adesso Blythe è pronta a raccontare la sua verità, e la sua voce ci guida dentro la complessità del rapporto tra una madre e una figlia, esplorandone senza pudori gli abissi. Viscerale, onesto fino alla brutalità, la lettura della Spinta colpisce come un pugno dritto allo stomaco.
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Anno edizione:2022
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Marco1963 05 novembre 2026A TRATTI TOGLIE IL RESPIRO
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Xela 24 ottobre 2026Letto di un fiato
Piaciuto molto. Mi ha tenuta incollata alla lettura.
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Stefania 22 settembre 2026Libro bellissimo, doloroso, difficile, che fa soffrire
La consapevolezza che tua figlia ti odia è una ferita sanguinante, un dolore che di lacera dentro, che non ti abbandona mai. Tu sai di non averla amata abbastanza, di non aver mai accettato il ruolo di madre. Così come ha fatto tu madre con te, così come ha fatto sua madre con lei. L’istinto materno non è un dogma assoluto, se non l’hai non è una colpa, non sei tu ad essere fallace. Forse è un sentimento atavico che si trasmette, con il DNA, con il latte materno e germoglia lì, nell’io più profondo. Etta, Cecilia, Blythe, Violet: quattro generazioni Follia, depressione, anaffettività. Ma anche rinunce, insoddisfazioni, inquietudini e delusioni. Blythe sa di non essere stata una buona madre ma ora racconta la sua verità, con dolore, mettendo a nudo quel che forse nemmeno lei sa di serbare nel suo intimo. Lei, solo lei sa che sua figlia Violet è capace di uccidere. Nessuno le crede, fino alla terribile e definitiva telefonata: “Blythe … è successa una disgrazia” Questo è un libro che parla di donne, di madri, di incapacità di amare e di essere felici. Un libro doloroso, difficile, che fa soffrire. Però, nonostante tutto, non è un libro che condanna le donne anzi, tutt’altro. È un libro contro gli uomini. Inetti, incapaci, traditori. Poco presenti, chiusi nel loro egoismo ottuso, che non capiscono. O fanno finta di non capire.
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