Lo squalificato - Osamu Dazai - copertina
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Letteratura: Giappone
Lo squalificato
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Descrizione

Un capolavoro della letteratura giapponese, capace di parlare alla sensibilità e ai rovelli dei lettori più giovani - quelli del Giappone postbellico così come quelli della società digitale postmoderna.


Fin da bambino Ōba Yōzo si sente incapace di capire il modo in cui le persone interagiscono e si comprendono. E in una società come quella giapponese in cui, se non ci si conforma, la pena è la squalifica, l’unica salvezza per il giovane sarà fingere, fare il buffone. Le difficoltà di Yōzo a entrare in contatto con gli altri lo costringeranno presto ad affidarsi allo spregiudicato Horiki per affrontare i momenti di socialità. Ma sarà proprio l’amico a fargli abbandonare definitivamente gli studi, trascinandolo in un mondo di alcol, droga, donne piegate dall’esistenza o, al contrario, così innocenti e fiduciose da attirare su di sé un contrappasso abominevole e degradante.

Dettagli

7 maggio 2024
160 p., Brossura
9788829720187

Valutazioni e recensioni

  • Elvira

    Seguiamo una parte della vita di Ōba Yōzo, che per l’appunto si sente come uno “squalificato”. Non comprende la società e le relazioni tra gli esseri umani, nascondendo questo suo disagio dietro una maschera da pagliaccio che lo accompagnerà fino alla fine. Intrattiene relazioni inconcludenti, si lascia sopraffare da dipendenze, lascia che la vita gli scivoli addosso, e che la viva in maniera del tutto passiva; un libro che gira attorno al tedium vitae del protagonista.

  • giangiotk

    storia profonda, triste, cupa, dai toni malinconici; inizia tutto con la descrizione di tre foto, che personalmente avevo dimenticato fino a quando non ho letto l'ultima pagina. La storia di Oba Yozo ci viene raccontata tramite tre taccuini, che vanno a coprire la totalità della sua vita, mostrandoci il disagio di un ragazzo che si trova in perenne difetto nei confronti della società e in continua fuga e accettazione da quest'ultima. Mi ha colpito molto la difficoltà del protagonista a relazionarsi con le persone, in particolare modo con le donne, tant'è vero che ogni volta che iniziava a trovarsi bene, per paura di rovinare tutto se ne andava. Il tentato suicidio di coppia al quale è scampato, e i successivi tentativi tramite farmaci rappresentano appieno il tentativo di fuga dal mondo, che tramite la narrazione di Dazai, risultano anche comprensibili. La lotta, anche se non penso ci fosse una vera lotta, contro la dipendenza è stata straziante da leggere, specialmente perché l'alcol e successivamente la morfina sembravano essere l'unica alternativa all'idea di suicidarsi, nonostante ne fossero al tempo stesso alimentatori. Il finale del terzo taccuino mi ha sorpreso, trovo che la traduzione inglese del titolo: No Longher Human, racchiuda a meglio il senso del racconto, che vede Yozo, entrare nel manicomio convinto di essere sano, dicendo: "ormai non ero più considerato un criminale, bensì un pazzo . Eppure, lo sapevo bene di non esserlo . Ma forse è quello che dice ogni pazzo di sé.", per poi vederlo uscire come "tale". L'immagine finale che ci viene descritta, un ragazzo di ventisette anni, rughe e capelli bianchi tanto da dimostrarne addirittura cinquanta di anni; né felice, né infelice, che tenta il suicidio con quelli che pensava essere sonniferi, ma che erano invece lassativi e che si accorge di poter essere il protagonista di un romanzo: "l'invalido" nonché lo squalificato della società.

  • Amelia
    Scrittura scorrevole e toccante

    Il racconto è scritto in prima persona dall'autore di 3 taccuini, preceduti da un prologo e accompagnati poi da un epilogo, scritti sempre in prima persona, da chi invece ha ricevuto indirettamente in custodia le memorie. Il protagonista dei taccuini è una persona che è sempre stata tormentata da un malessere, quello di essere inadeguato per la società che lo circonda. I suoi affannosi tentativi di adeguarsi culminano con l'autolesionismo e tentativi di suicidio, fino ad arrivare ad un arrendevole senso di inadempienza nei confronti di una realtà difficile da comprendere e da analizzare se non attraverso le emozioni degli altri.

Conosci l'autore

Foto di Osamu Dazai

Osamu Dazai

1909, Kanagi-machi, Honshu

Osamu Dazai è stato uno scrittore giapponese. Aristocratico di origine e ribelle nello spirito, aderì all’attività politica di movimenti di sinistra, ma l’ambiguità delle sue origini non gli permise di integrarvisi. Colpito da eventi dolorosi, lacerato da una profonda crisi esistenziale, abbandonò gli studi dedicandosi alla scrittura e soggiacendo all’uso di alcol e stupefacenti. Ai racconti d’esordio (Gli ultimi anni di vita, 1936), seguirono opere in cui il forte disagio spirituale, il desiderio di rivolta e il bisogno di un rinnovamento totale sono mascherati sotto la vena farsesca. Si ricordano il racconto La moglie di Villon (1947) e i romanzi Il sole si spegne (1947), il suo capolavoro, scabro e intenso ritratto della generazione...

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