La storia di Ali è comune purtroppo a tanti bambini che vivono in paesi come l’Afghanistan; questa storia serve a riflettere su quanto siano fortunati ad essere nati in un paese occidentale.
Stanotte guardiamo le stelle
Afghanistan, anni novanta. Ali è un ragazzino che trascorre le giornate tirando calci a un pallone con il suo amico Ahmed, in una Kabul devastata dalla lotta tra fazioni, ma non ancora in mano ai talebani. La città non è sempre stata così, gli racconta suo padre: un tempo c'erano cinema, teatri e divertimenti, ma ad Ali, che non ha mai visto altro, la guerra fa comunque meno paura delle sgridate del maestro o dei rimproveri della madre. Il giorno in cui, di ritorno da scuola, Ali trova un mucchio di macerie al posto della sua casa, quella fragile bolla di felicità si spezza per sempre. Convinto inizialmente di aver solo sbagliato strada, si siede su un muretto e aspetta il fratello maggiore Mohammed, a cui tocca il compito di spiegargli che la casa è stata colpita da un razzo e che i genitori sono morti. Non c'è più niente per loro in Afghanistan, nessun futuro e nessun affetto, ma "noi siamo come uccelli (...) e voleremo lontano", gli dice Mohammed, che lo convince a scappare. E in quello stesso istante, l'istante in cui inizia il loro grande viaggio, nascosti in mezzo ai bagagli sul portapacchi di un furgone lanciato verso il Pakistan, Mohammed diventa per Ali un padre, il miglior amico e, infine, un eroe disposto a tutto pur di non venire meno alla promessa fattagli alla partenza: Ali tornerà a essere libero e a guardare le stelle, come faceva da bambino quando il padre gli spiegava le costellazioni sul tetto di casa nelle sere d'estate. Dal Pakistan all'Iran, e poi dall'Iran alla Turchia, alla Grecia e infine all'Italia, quella di Ali e Mohammed è un'epopea tragica, ma anche una storia di coraggio, determinazione e ottimismo.
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2017
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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marydr 13 novembre 2025intenso e commuovente
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v 13 novembre 2025
Un libro forte, doloroso, ma necessario. La storia di Alì ci riporta alla realtà, dando umanità e soggettività a chi sentiamo continuamente incasellare nel generale termine di “immigrato”. Racconta il dolore del dover lasciare la propria terra e la speranza di un futuro migliore, ma soprattutto di atrocità inimmaginabili per noi che, per pura fortuna, viviamo nel privilegio. Mi sono emozionata innumerevoli volte leggendo questo libro, che ha lasciato un segno profondo dentro di me. La storia di Alì, così crudele e ingiusta, ma piena di sogni e speranze, dovrebbe essere letta da più persone possibili. Grazie Alì per averci raccontato di te e di Mohammed.
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E 04 marzo 2025
Un racconto della vita dell'autore da bambino/adolescente, sfide e viaggi difficili affrontati con grande determinazione. Merita la lettura e più di una riflessione...
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