Storia di una capinera - Giovanni Verga - copertina
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Letteratura: Italia
Storia di una capinera
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Descrizione


«Vorrei esser bella come ciò che sento dentro di me.»

Storia di una capinera è il primo, già straordinario, romanzo di Verga. Pubblicato nel 1871 e scritto due anni prima, tramite una forma epistolare dominata alla perfezione ci tuffa nel cuore pulsante di un'anima prigioniera. Maria, una ragazza costretta dalla famiglia a chiudersi in convento in assenza di qualsiasi vocazione, durante una breve permanenza in campagna avvia con l'amica Marianna una corrispondenza che diviene per lei l'unico modo di dar sfogo ai suoi molti turbamenti. Respirando finalmente un'aria non compressa all'interno delle mura del convento, Maria scopre l'esistenza di un mondo più ampio, più inebriante, più vivo. E, soprattutto, scopre l'esistenza e l'essenza dell'amore, un sentimento che, costretto a nuotare controcorrente, la sconvolgerà per sempre.

Dettagli

Tascabile
28 gennaio 2015
176 p., Brossura
9788807901850

Valutazioni e recensioni

  • Michela
    Un Capolavoro

    Primo romanzo di Giovanni Verga, scritto in forma epistolare e segue il dramma di Maria, una giovane destinata al convento non per vocazione ma per necessità economiche della famiglia. Per Maria il convento non è una scelta ma una condanna; viene sacrificata dalla famiglia per preservare il patrimonio familiare. Durante un’epidemia di colera, Maria lascia il convento per vivere in campagna. Qui scopre la natura, l’aria aperta e l’amore per Nino. Quando deve tornare in clausura, il convento non è più un luogo di preghiera ma una prigione soffocante. Verga in questo romanzo denuncia la violenza del sistema monastico dell’epoca; la religione non viene presentata come un percorso di pace interiore, ma come una forza oppressiva che agisce contro la natura umana. Verga critica una religiosità che si fa complice della crudeltà umana; la religione non salva Maria, ma la isola, la priva del diritto di amare e infine la distrugge. La religione trasforma una affetto naturale in un “peccato”, da espiare attraverso la penitenza. Maria vive il suo sentimento per Nino con un senso di colpa atroce. Nonostante il velo lei è ancora innamorata di Nino, il suo cuore è ancora vivo e desideroso. Si sente in colpa perché crede che amare un uomo sia un peccato contro Dio. Nella prefazione Verga racconta di aver visto una Capinera chiusa in gabbia; l’uccellino abituato a volare libera tra gli alberi, si lasciava morire di tristezza, guardando il cielo da dietro il fil di ferro. Maria è esattamente come quell’uccellino: è una “monaca forzata” ed è fatta per l’amore, per la luce e per la vita all’aria aperta. Il convento non è una scelta spirituale, ma una prigione che nega la sua vera natura umana. La morte finale di Maria è la prova definitiva del fallimento di quel sistema: la gabbia spirituale ha ucciso la creatura, proprio come la gabbia di ferro ha ucciso l’uccellino.

  • Lalla
    Interessante

    Lettura interesante, la scrittura di Verga impeccabile, ma la trama non è certamente delle più leggerere. I personaggi sono perfettamente articolati, in grado di farti entrare nella loro psiche e modo di vedere il mondo, soprattutto la protagonista. Le vicende narrate coinvolgono a tal punto da portarti a soffrire e gioire, purtroppo non molto frequentemente, per con la protagonista. Lettura consigliata per chiunque abbia voglia di mettersi alla prova con un classico dai temi capaci di stimolare la riflessione, ma altrattanto malinconici

  • Lety
    Consigliato

    Questo breve romanzo epistolare è un piccolo gioiello dell'arte che ci ha lasciato di Giovanni Verga. La sua maestria appare evidente fin da subito, quando riesce a farci comprendere il vero sentire dei familiari di Maria, la voce narrante, senza che lei descriva mai i sentimenti superficiali e l'egoismo che la circondano. Come accade con un fatto naturale, riusciamo ad immaginare il vissuto di Maria andando oltre l'immagine filtrata che la ragazza ci offre nelle sue lettere all'amica Marianna. Questo coinvolge il lettore fino a fargli provare l'intenso e irrazionale desiderio di volerla consigliare, scuotere o semplicemente abbracciare. Un libro da leggere.

Conosci l'autore

Foto di Giovanni Verga

Giovanni Verga

1840, Catania

Nato da famiglia di nobili origini e di tradizioni liberali, Giovanni Carmelo Verga crebbe alla scuola di Antonino Abate, esponente di una letteratura civile di ascendenza byroniana e guerrazziana. Verga può accedere a un’adeguata istruzione e viaggiare fuori dalla Sicilia, stabilendosi a Firenze e Milano, dove frequenta salotti e ambienti mondani. La prima fase della sua carriera di scrittore vede dunque romanzi di maniera, influenzati dal Romanticismo e dalla Scapigliatura. La sua prima prova romanzesca, "Amore e patria" (1856-57, inedito; tre capitoli ne furono pubblicati nel 1929), esce da quell’arroventata officina provinciale e affianca all’approssimazione linguistica l’enfasi patriottica. L’esordio pubblico avvenne nel 1861 con I carbonari della...

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