Stracciatella
Gianfranco Manunza con “Stracciatella” torna all'ironia a volte in maniera molto seria ed a volte meno. In “Stracciatella” abbonda con chiarezza la satira di costume, tutt'altro che vacua, tutt'altro che futile, tutt'altro che sintetica, poiché ridondante di dettagli e particolari intrinseci. Tale satira a volte presentasi blanda e carezzevole ed a volte graffiante e spregiudicata, però, prima di divenire offensiva o volgare, tende a ritrarsi. Siffatte caratteristiche trovansi rappresentate ne “Il benefattore” il cui soggetto, ignorando la pietà, come motto spontaneo dell’animo, aiuta il prossimo in maniera palesemente pubblica. L’unico suo scopo difatti sta nello stimolare la riconoscenza, tramite la quale possedere spiritualmente e materialmente lo sfortunato bisognoso. Anche nel “Il leccapiedi”, il cui soggetto, preoccupato d’essere scoperto, si illude e si crogiola nella speranza che gli altri non intendano la di lui debolezza nei confronti del lavoro.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2018
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In commercio dal:18 giugno 2018
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