Quasi quattro anni fa ho “incontrato” virtualmente Sara Rattaro, scrittrice genovese, per la prima volta; esattamente (e casualmente) un anno dopo ci siamo “riviste” e ho nuovamente recensito il suo libro. Oggi torno a parlarvi di lei perché ancora una volta mi ha appassionato e commosso con un’altra sua opera, “Sulla sedia sbagliata”, che mi ha “chiamata” dagli scaffali della mia nuova biblioteca di Sestri. È un libro che non lascia indifferenti, che fa male, che colpisce al cuore e che si può essere tentate/i di non concludere perché racconta il dolore straziante di alcune madri, ma anche di alcune figlie e figli, che si trovano a vivere situazioni drammatiche che sconvolgono le loro vite, ognuna straordinariamente descritta dall’autrice che scava impietosamente nelle pieghe di ogni psiche per cercare di capire le ragioni di ogni storia, che sono sì diverse ma accomunate da un elemento: il rapporto madre/figlio/a che così viene descritto in quarta di copertina “una madre rimane sempre una madre, qualunque cosa accada. Una madre deve essere forte a ogni costo. Una madre sa che il suo cuore non sbaglia mai perché batte all’unisono con quello del proprio figlio”.
Sulla sedia sbagliata
Andrea è accusato di aver ucciso Barbara, la fidanzata, in preda a un raptus e sotto l'effetto di stupefacenti. Valeria ha saputo dal giornale che il ragazzo che ama è accusato di aver strangolato la madre. Una donna ha visto uscire di casa la figlia e non sa che sarà per l'ultima volta, mentre Zoe sogna l'"uomo dal naso perfetto" e attende il trapianto... Vicende che si sovrappongono e intrecciano, vittime e carnefici che si scambiano i travestimenti nel teatrino dell'assurdo della vita. Una struttura originale e una scrittura toccante e coinvolgente disegnano storie talmente vicine alle nostre che sembrano appartenerci, componendo un vivace mosaico in cui ogni tessera si incastra armoniosamente.
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2010
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Storie drammatiche di madri che amano i propri figli, pronte a fare e dare tutto per loro. Al di sopra di tutte è la storia di Francesca, che riversa sul figlio Andrea anche l'amore del padre venuto a mancare prematuramente. Come un fulmine a ciel sereno la vita di Francesca cambia improvvisamente e le sembra di essere sprofondata all'inferno quando suo figlio viene accusato di omicidio. Tutto ciò che prima era fonte di gioia e felicità si tramuta in un attimo in incubi angosciosi. L'Autrice, Sara Rattaro, analizza con maestria i sentimenti di una madre angosciata, pronta a tutto per il proprio figlio, ma che, ahimè, realizza che non può più proteggerlo come vorrebbe. Con vere pennellate l'Autrice dipinge l'incubo-dramma di Francesca ed il lettore non può non partecipare al suo grande dolore. Molto bello, il racconto si legge tutto d'un fiato. Un bravo altamente meritato all'Autrice.
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Un viaggio tra le realtà dolorose di diverse famiglie, in cui troppo spesso i ruoli "vittima-carnefice" si confondono tanto da portare il lettore a chiedersi: chi è in realtà la vittima? e chi invece il carnefice? Perché anche nelle tragedie più brutali diverse sono le domande e le spiegazioni che possono essere fornite dall'animo umano. Nonostante tutto la lettura risulta sconvolgente e meravigliosa, le parole sono dure e forti, profonde, a tratti sensibili ed il lettore è portato a proseguire nella lettura con le lacrime agli occhi e un nodo alla gola. Questo libro può essere definito a mio parere come un "diamante grezzo", e questo non perché non sia prezioso, ma proprio perché sono la "durezza" e la "dolorosità" dello scritto a renderlo tanto prezioso, fornendo al lettore mille "sfaccettature" da ammirare e sulle quali riflettere. Un pugno nello stomaco ma di una bellezza unica. Super consigliato, sfiora la perfezione
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