Se c’è un autore controverso, uno di quelli che o lo ami o lo odi, questo è Curzio Malaparte, un personaggio prima ancora che un narratore, capace di stupire nella vita come nelle sue opere. In effetti non si può restare indifferenti di fronte a libri come La pelle, o Kaputt, impietosamente posti all’attenzione del lettore, estremi nelle situazioni, ma indubbiamente efficaci nel parlare degli argomenti trattati. Del resto Malaparte è uno di quegli scrittori che di certo non si propone al lettore, perché invece gli si impone, nel senso che lo accetti oppure no. In questo senso Tecnica del colpo di Stato ne è l’emblema, un’opera che poteva nascere solo nella testa di un personaggio non soltanto letterario, ma anche storico, fascista durante il fascismo, però dissidente, comunista nel dopoguerra, ma anche in questo caso dissidente. Coerente con il suo personaggio, Tecnica del colpo di Stato finirà per crearne il mito; uscito in Francia nel 1931 ebbe subito un’ampia risonanza internazionale, ma si accompagnò anche a conseguenze non del tutto piacevoli per il suo autore, con fermi di polizia, periodi di confino e anche una vita errabonda in giro per l’Europa. Stranamente piacque a Mussolini, che tuttavia ne impedì la pubblicazione nel nostro paese onde non inimicarsi Hitler. Di cosa però stiamo parlando? Che cosa è in effetti Tecnica del colpo di Stato? E’ un saggio in cui si teorizza il rovesciamento di qualsiasi tipologia di regime, dividendo il mondo in catilinari e in ciceroniani, con una duplice valenza, cioè per i primi di apprendere come è possibile realizzare un golpe, per i secondi, essendo a conoscenza dei metodi, come impedirlo. Di conseguenza si potrebbe dire che questo libro ha assai probabilmente il recondito scopo di proporsi come un manuale, rigorosamente studiato e calcolato, di aspirazione rivoluzionaria e presenta parecchi personaggi storici, da Trotzkij a Lenin, ricomprendendovi anche Benito Mussolini e Adolfo Hitler.
Tecnica del colpo di Stato
Uscito per la prima volta in Francia nel 1931 grazie alla mediazione di Daniel Halévy (e in Italia solo nel 1948), immediatamente commentato da Trockij, bruciato dai nazisti sulla piazza di Lipsia e costato al suo autore l'arresto e il confino a Lipari per "manifestazioni di antifascismo compiute all'estero", "Tecnica del colpo di Stato", spieiata dissezione delle varie tipologie di golpe e delle loro costanti, viene subito avversato da tutti. Sta di fatto che ancor oggi lo si legge d'un fiato: non solo per l'"attualità" della sua analisi di ingegneria politica, ma soprattutto per lo stile, insieme icastico e concitato, geometrico e visionario, dove Malaparte sembra assumere le cadenze di un allievo di Tacito. Stile che risalta in tutte le sequenze su trionfi e fallimenti del golpismo classico, a partire dalla violenta "campagna di stampa" con cui Cicerone smaschera la congiura di Catilina, ma che tocca l'acme nelle ricostruzioni dei colpi di Stato dei primi decenni del secolo scorso, come nelle pagine sulla imminente rivoluzione a Pietrogrado, con le "dense nuvole nere sulle officine di Putilow" cui si contrappone la nebbia rossastra del sobborgo di Wiborg dove si nasconde Lenin. E nella parte finale spiccano, ritratti con rara vividezza, i volti e le psicologie degli autocrati a capo dei vari totalitarismi: Stalin, Mussolini e Hitler.
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Anno edizione:2011
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Renzo 07 agosto 2025Sorprendente
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Massimiliano 10 gennaio 2025Iconico
Un libro che descrive alla perfezione lo stile di Malaparte che riesce ad essere stato inviso a tutti i protagonisti citati. Nonostante l'amicizia con Balbo e la sua vicinanza al fascismo nelle sue prime battute, Mussolini risulta il più criticato nonostante sia stato l'unico ad essersi avvicinato ad attuare la tecnica del colpo di Stato per come descritta dall'autore.
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IVANO DEVOTI 09 marzo 2017
Quest'opera ha infiammato la politica degli anni '30: odiato da Trotsky, bruciato da Hitler. L'autore affronta il tema del colpo di stato novecentesco, giudicandolo innovativo rispetto ai golpi precedenti (da Cesare a Napoleone) per un carattere più tecnico che non unicamente militare. Offre una lente chiara e nitida con cui osservare meglio episodi oscuri del cosiddetto secolo breve, dando ragione all'autore con il senno di poi. Come uno straordinario gioco di specchi, Malaparte ci insegna che le tecniche del colpo di stato sono altrettanto valide per difendere lo Stato.
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