Uni degli autori di cui non mi stanco mai di leggere
Il tempo di tornare a casa
«Cerco di illuminare la bellezza quando la trovo, dato che mi pare che la bruttezza, là fuori nel mondo, stia già facendo un gran lavoro da sola».
Con la sua voce inconfondibile, Matteo Bussola racconta il nostro ostinato bisogno degli altri, malgrado la possibilità di ferirsi, di tradirsi, malgrado le accuse o i rimpianti. Il suo è un inno al potere salvifico delle storie, grazie alle quali ci sentiamo tutti meno soli. Quante esistenze attraversano una stazione affollata. Dietro i volti delle persone in fila all'edicola o al bancone del bar si nasconde un groviglio di desideri e paure, di dolori e speranze. C'è una donna che non deve partire, eppure resta seduta lí, le borse della spesa ai piedi. C'è un padre che ha smarrito il figlio, e un uomo che sta per separarsi dalla donna della sua vita. C'è un marito che vede un enorme coniglio accanto a sua moglie ogni volta che la guarda, una ragazza che riceve messaggi inattesi, un ragazzo che ha preso una decisione irreversibile. C'è il mistero indecifrabile di ogni incontro capace di farci cambiare strada, e il terrore dell'abbandono sempre dietro l'angolo. Poi c'è uno scrittore con un buffo berretto giallo che si aggira fra i binari dopo aver perso il treno, ed è impaziente di salire sul prossimo. Perché sa che alla fine del viaggio troverà la sua famiglia ad aspettarlo. Perché «l'amore ha sempre, sempre a che fare con qualcuno in grado di riportarti a casa». «Cerco di illuminare la bellezza quando la trovo, dato che mi pare che la bruttezza, là fuori nel mondo, stia già facendo un gran lavoro da sola»
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2023
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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silv 06 gennaio 2026i libri di bussola non sbagliano mai
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Antonio Poso Zurlo 19 novembre 2025
"Ci sono persone che passano la maggior parte della vita ad aspettare. [...] Poi un giorno, senza preavviso, si alzano in piedi tra la folla e decidono che è ora.". È uno spaccato di una mezza giornata in una stazione affollata: un crocicchio di visi, sguardi, attese, frette, delusioni, aspettative, svolte, casualità, fortune e sfortune, imprevisti, incontri, accadimenti. Son tutti fotografati, dal punto di vista di ciascuno dei protagonisti, dall'obiettivo dell'autore, che si aggira, silente, tra i binari e il bar, l'interno e l'esterno, la sala d'attesa e il marciapiede. Una presenza discreta, mai invadente, soffusa, ma, a suo modo, determinante. Osserva, raccoglie e racconta storie. Di amori prematuri, di amori finiti, di amori incompresi. Di ansie, di passati che si ripropongono, di presenti da rifuggire, di futuri da cambiare. Son tutte storie diverse, ma tutte, allo stesso modo, doverose da raccontare. Perché, in fondo, le vite, le storie, degli altri servono a dare un senso anche alla nostra; servono a rammentare "che c'è sempre un treno da prendere", anche quando pensiamo di essere, ormai, in ritardo.
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Eli 29 agosto 2025Storie in stazione
Come Bussola sa fare, l’intreccio di diversi personaggi nello stesso luogo porta a conoscere le loro storie attivando anche riflessioni nel lettore. Piacevole e scorrevole.
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